A Firenze, Fortezza da Basso si prepara ad accogliere ancora una volta l’eccellenza del menswear italiano e internazionale con Pitti Uomo 109, dove la sezione Fantastic Classic si conferma il cuore pulsante dell’eleganza maschile contemporanea.
In questa area espositiva si concentrano i brand più rappresentativi del guardaroba formale, capaci di coniugare la grande tradizione sartoriale con le esigenze di un uomo moderno, sempre più attento ma mai ingessato nei codici dell’abbigliamento classico.
L’anima del tailoring contemporaneo
Fantastic Classic non è semplicemente una sezione espositiva, ma rappresenta un manifesto stilistico che racconta l’evoluzione del menswear formale. Qui i nomi storici del Made in Italy dialogano con realtà artigianali emergenti, creando un ecosistema dove l’arte del tailoring viene costantemente reinterpretata. Il guardaroba elegante proposto non è quello rigido e polveroso del passato, ma una collezione in costante aggiornamento, capace di rispondere alle nuove occasioni d’uso e agli stili di vita contemporanei.
La presenza di oltre cento brand testimonia la vitalità di un settore che, lungi dall’essere in crisi, dimostra una straordinaria capacità di rinnovamento.
Dalla maglieria di Brunello Cucinelli e Doriani Cashmere, passando per la sartoria di Caruso e Sartorio, fino alle calzature di Crockett & Jones e Doucal’s, ogni categoria merceologica è rappresentata ai massimi livelli qualitativi.
I protagonisti dell’edizione 109 di Pitti Immagine Uomo
Tra i numerosi espositori, alcuni brand si distinguono per presentazioni particolarmente significative. Roy Roger’s, storico marchio denim italiano, sorprende con una collaborazione inattesa ma perfettamente riuscita: insieme a Kappa presenta un completo da sci che fonde il DNA del jeans con l’innovazione tecnica sportswear. Un progetto che dimostra come anche i codici più tradizionali possano essere reinterpretati in chiave contemporanea, portando l’heritage del denim sulle piste da sci.
Guess torna in forze alla Fortezza da Basso con una doppia presenza: Guess Man nel Padiglione Centrale e Guess Jeans nel Padiglione Ghiaia. Una strategia espositiva che sottolinea la volontà del brand californiano di presidiare sia il segmento formale che quello casual del menswear.
Fabi rappresenta l’eccellenza marchigiana della calzatura Made in Italy e sceglie Pitti Uomo per presentare la collezione FW26/27. Il brand, che ha recentemente celebrato i suoi 60 anni di attività, dimostra come la longevità nel fashion sia possibile solo mantenendo lo sguardo costantemente rivolto al futuro, senza mai adagiarsi sui successi passati.
Berwich, che si propone come il “total look” del pantalone, rientra a Pitti Uomo con un’offerta articolata in tre capsule distinte: Legacy, Platinum e In-Da-Co. Una strategia di prodotto che permette di coprire diverse fasce di mercato mantenendo l’identità di brand.
Un parterre internazionale
. Accanto ai nomi italiani più prestigiosi – da Luigi Bianchi a Paoloni, da Tramarossa a Tombolini – spiccano eccellenze internazionali come la maglieria scozzese di Jamieson’s of Shetland, le calzature inglesi di Edward Green e Loake, la cappelleria storica di Lock & Co. Hatters, il cashmere di Piacenza 1733.
Particolare attenzione meritano anche i brand dell’outerwear tecnico-elegante come Herno, Tatras e People of Shibuya, che hanno saputo creare un segmento di mercato nuovo, rispondendo all’esigenza di capi performanti ma esteticamente raffinati. Senza dimenticare i maestri dell’impermeabile come Mackintosh e L’Impermeabile, che continuano a rappresentare un caposaldo dell’eleganza maschile.
Eventi speciali e contaminazioni culturali
Pitti Uomo 109 si arricchisce anche di progetti internazionali che vanno oltre la pura esposizione commerciale. Particolarmente interessante è il debutto europeo di Sebiro Sanpo, la passeggiata-sfilata nata in Giappone che porta un approccio diverso alla presentazione del menswear formale. .
La sezione Fantastic Classic si conferma quindi non solo come vetrina commerciale dell’eccellenza sartoriale, ma come laboratorio culturale dove il tailoring contemporaneo si interroga sul proprio futuro, mantenendo salde radici nella tradizione ma con uno sguardo decisamente proiettato verso l’innovazione. Un equilibrio delicato ma necessario per mantenere vitale un segmento che rappresenta il cuore stesso dell’identità del menswear italiano nel mondo.






