Per l’edizione estiva 2026, Pitti Immagine Uomo lancia un tema visivo di rara potenza narrativa: una piscina, un giovane Narciso, un abito impeccabile e il gesto di chi spezza il proprio riflesso.
C’è qualcosa di volutamente sospeso nell’immagine scelta per raccontare Pitti Uomo 110. Un giovane uomo in abito scuro — elegante, leggero, dai volumi e dagli accessori inconfondibilmente contemporanei — si china sulla superficie immobile di una piscina e sfiora con la mano la propria immagine riflessa. Il tempo si ferma. L’acqua trattiene tutto.
The Pool è il tema ispiratore dell’edizione estiva 2026 di Pitti Immagine Uomo, e funziona su più livelli, come ogni buona metafora dovrebbe fare.
La luce è ghiacciata e tagliente, quasi pittorica — inevitabile il richiamo a David Hockney, maestro indiscusso della piscina come luogo dell’immaginario maschile moderno. Ma il protagonista di questo racconto non è il corpo atletico e celebrato della tradizione iconografica del nuoto. È qualcosa di più complesso e più interessante: un Narciso disincantato, che conosce perfettamente il potere seduttivo del proprio riflesso, e sceglie deliberatamente di romperlo.
Il progetto visivo porta la firma di Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen, rispettivamente editor in chief e fashion director di SSAW Magazine, con gli abiti di Simone Rocha a completare un impianto fortemente narrativo. Non una semplice campagna, ma un vero e proprio cortocircuito tra estetica e progetto personale, tra desiderio e disincanto, tra immagine e identità.
The Pool non offre risposte semplici né concilia i contrasti che mette in scena. Lascia aperte le domande — su cosa significhi oggi vestirsi da uomo, su dove si trovi il confine tra seduzione e consapevolezza di sé, tra conformità e rottura. Ed è proprio questa ambiguità a renderlo un tema perfetto per aprire la conversazione su ciò che il menswear sarà nella prossima stagione.
Appuntamento a Firenze con Pitti Uomo 110.
