Nayt, nome d’arte di William Mezzanotte, è uno dei rapper e autori più apprezzati della scena urban italiana contemporanea.
Nato nel 1994 tra Isernia e Roma, ha costruito il proprio percorso con oltre dieci anni di musica, pubblicando nove album e collezionando numerose certificazioni di disco d’oro e platino. Il suo stile fonde rap, cantautorato e riflessione personale in un linguaggio diretto e profondo, caratterizzato da testi che esplorano identità, relazioni umane e dinamiche sociali.
La partecipazione di Nayt a Sanremo 2026 segna il suo debutto in gara tra i Big del Festival. All’Ariston propone il brano “Prima che”, scritto da lui e prodotto da Zef, che rappresenta un passaggio naturale nella sua evoluzione artistica.
Prima che nasce da una riflessione sulle relazioni e sull’identità personale in un contesto segnato da maschere sociali e sovrastrutture. Il testo invita ad abbattere barriere, a spogliarsi delle abitudini e dei ruoli per incontrarsi davvero con gli altri e comprendere chi si è realmente.
La canzone mantiene la cifra stilistica di Nayt. Usa parole chiare, immagini evocative e una struttura che unisce ritmo e melodia in modo naturale. Il risultato è un brano che parla di connessione umana, di introspezione e di necessità di restare autentici.
Musicalmente, Prima che riflette l’approccio urbano di Nayt, con elementi cantautorali che amplificano il messaggio riflessivo.
Questo equilibrio tra generi permette al brano di parlare tanto agli appassionati di rap quanto a un pubblico più ampio, favorendo un ascolto meditato e coinvolgente.
Il debutto di Nayt sul palco di Sanremo suscita particolare interesse perché porta una visione artistica che supera i confini di genere. La scelta di presentare un rap consapevole e narrativo, lontano da cliché superficiali, conferma il suo ruolo nel panorama italiano come autore capace di combinare introspezione e linguaggio contemporaneo.
Con Prima che, Nayt non cerca soluzioni facili, ma punta a stimolare la riflessione personale e collettiva. Sanremo 2026 diventa così una nuova tappa di un percorso in cui l’arte musicale si pone come strumento di dialogo e comprensione.




