Oggi se n’è andato un altro pezzo di storia della musica…
James Senese, il celebre sassofonista napoletano e figura di spicco della scena musicale italiana, è morto questa mattina all’ospedale Cardarelli di Napoli all’età di 80 anni.
La sua scomparsa segue un ricovero iniziato circa un mese fa a causa di una grave polmonite, complicata dalla sua fragilità di salute e dalla necessità di dialisi.
Jamese Senese, conosciuto come uno dei padri del “Neapolitan power” e insieme al Napoli Centrale portavoce di un sound che fondeva jazz, rock, funk e tradizione partenopea, aveva segnato profondamente la musica italiana e napoletana con il suo stile unico e il suo sax riconoscibile in tutto il mondo.
La notizia della sua morte è stata annunciata con grande dolore dal collega e amico Enzo Avitabile, che sui social ha scritto un commosso messaggio di ringraziamento e ricordo, sottolineando quanto James Senese fosse stato un esempio di musica e di vita.
James Senese e la sua lunga carriera
James Senese, nato nel 1945 a Napoli nel quartiere Miano da padre afroamericano e madre napoletana, è stato uno dei sassofonisti italiani più innovativi e influenti, definito il padre del “Neapolitan power. La sua carriera è iniziata negli anni ’60 con il gruppo I 4 Con e la collaborazione con Mario Musella, ma è con la fondazione del gruppo Napoli Centrale nel 1975 insieme a Franco Del Prete che Senese ha segnato profondamente la musica italiana, con un sound che fonde jazz, rock, funk e radici popolari napoletane.
I Napoli Centrale, considerati pionieri del jazz-rock italiano con una forte impronta sociale e culturale, hanno avuto un grande impatto sulla musica degli anni ’70 e ’80, con brani tuttora celebri nel panorama musicale. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1983, Senese ha intrapreso una carriera da solista, pubblicando album di successo come “Hey James” (1991), un omaggio a suo padre, e “Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone” (2001), arricchito da collaborazioni importanti con artisti come Enzo Gragnaniello, Lucio Dalla e Raiz.
James Senese è stato uno dei più grandi sassofonisti italiani e figura fondamentale della musica napoletana, con una carriera ricca di collaborazioni di grande rilievo, tra cui quella con Pino Daniele.
La loro collaborazione è stata particolarmente significativa nel panorama musicale italiano, lasciando un’impronta indelebile nel jazz, blues, e musica moderna di Napoli.
Jamese Senese e Pino Daniele
Durante questa fase, incontrò e collaborò appunto con il giovane Pino Daniele, che all’epoca suonava come bassista nei concerti del gruppo, anche grazie a un incontro che avvenne proprio nei primi anni ’80.
La loro amicizia artistica si consolidò, portando Senese a partecipare ai dischi di Daniele, in particolare in album storici come Nero a metà (1980) e Vai mò (1981).
In queste opere, il suo sax contribuì a definire un sound inconfondibile, fondendo la tradizione napoletana con il blues e il jazz.
Senese non solo fu mentore e collaboratore, ma anche un elemento cruciale nello sviluppo del caratteristico stile musicale di Pino Daniele, unendo le influenze di jazz e soul alla tradizione napoletana, portando alla creazione di un repertorio che ancora oggi viene celebrato.
La stretta collaborazione proseguì anche negli anni successivi, con Senese che partecipò a importanti reunion e concerti di Napoli Centrale e di Daniele stesso, mantenendo vivo il ricordo di quel sodalizio artistico.
L’eredità di questa collaborazione si traduce in una musica che ha saputo unire generazioni, e che resta testimonianza di un’epoca in cui la musica napoletana si è aperta a suoni internazionali, grazie anche alla straordinaria sintonia tra Senese e Daniele.
Addio dunque ad una leggenda della musica partenopea, la sua eredità sonora rimarrà indelebile nel cuore di tanti appassionati e della cultura napoletana.

