L’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha disposto il ritiro immediato dal mercato Ue di tutti i farmaci a base di levamisolo, antiparassitario usato contro le infezioni da vermi, a causa del pericolo di leucoencefalopatia, una rara ma devastante malattia neurologica.
Questa decisione del Comitato per la sicurezza (Prac) scaturisce da una revisione approfondita che ha evidenziato come i rischi superino di gran lunga i benefici terapeutici.
Perché il Levamisolo è Pericoloso?
Il levamisolo provoca leucoencefalopatia, che danneggia irreversibilmente la sostanza bianca del cervello, con sintomi come confusione, debolezza motoria e deficit cognitivi che possono emergere anche dopo una sola dose, da un giorno a mesi dopo l’assunzione.
Non esistono strategie per mitigare il rischio, né gruppi di pazienti più vulnerabili identificabili, rendendo il farmaco imprevedibile e inaccettabile per l’uso clinico.
Per gli uomini attenti alla salute, questo richiama l’importanza di monitorare sempre gli aggiornamenti su farmaci comuni, specie quelli per parassitosi animali o umane, spesso sottovalutati.
Impatti Pratici sul Mercato
I medicinali interessati, principalmente veterinari ma anche umani in rari casi, spariranno dalle farmacie europee; l’Ema ha diramato comunicazioni dirette (Dhpc) a medici, farmacisti e operatori sanitari per allertarli.
In Italia, le autorità sanitarie nazionali pubblicheranno avvisi nei registri ufficiali, garantendo che i titolari delle autorizzazioni ritirino i lotti esistenti.
Alternative Sicure per la Salute Maschile
Per trattare elminti e infestazioni, opta per farmaci consolidati come albendazolo o mebendazolo, privi di tali rischi neurologici e approvati dall’Ema.
Prima di qualsiasi terapia, consulta un medico per screening personalizzati, evitando autodiagnosi su prodotti veterinari che possono contaminare la catena alimentare o l’uso umano.
Mantieni uno stile di vita sano con igiene rigorosa e controlli periodici: prevenzione batte cura, soprattutto per atleti e professionisti esposti a ambienti ad alto rischio parassitario.
Fonte di Redazione: QuotidianoSanita.it






