La Guardia di Finanza ha disposto il sequestro di azioni del valore di circa 1,3 miliardi di euro nei confronti della holding lussemburghese Lagfin, che controlla la maggioranza del gruppo Campari.
L’iniziativa rientra in un’indagine della Procura di Milano su presunti reati fiscali legati a un mancato versamento di imposte per oltre un miliardo di euro. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe trasferito all’estero redditi prodotti in Italia con una “stabile organizzazione occulta”, evadendo così le tasse.
L’indagine nasce da approfondimenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, che ha analizzato operazioni effettuate tra il 2018 e il 2020. Nel mirino ci sarebbe una base imponibile di circa 5 miliardi di euro. Al momento sono indagati due legali rappresentanti della holding.
Campari Group ha precisato che né la società Davide Campari-Milano N.V. né le sue controllate sono direttamente oggetto di indagine, sottolineando che non è previsto alcun impatto per il gruppo nel suo complesso. Lagfin, dal canto suo, ha espresso serenità circa le contestazioni, dichiarando di non aver ricevuto avvisi di accertamento.
L’indagine rappresenta un duro colpo mediatico e legale per il gruppo italiano tra i principali produttori di bevande alcoliche a livello globale, in un momento in cui Campari aveva appena confermato la propria crescita nei primi nove mesi del 2025, con vendite nette in leggero aumento.



