Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, 28 aprile 2026, il Decreto Legge in vista del Primo Maggio, centrato sul concetto di “salario giusto” come alternativa al salario minimo legale.
Questa notizia, riportata da Repubblica, introduce misure per rafforzare i contratti collettivi e legare incentivi pubblici al rispetto di retribuzioni adeguate.
Contenuti Principali
Il “salario giusto” si basa sui contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni più rappresentative, senza fissare una paga minima oraria legale; i trattamenti inferiori non potranno accedere a bonus pubblici.
Il pacchetto include incentivi per oltre 759 milioni nel triennio 2026-2028, come esoneri contributivi totali per assunzioni stabili di donne (fino a 800 euro/mese), giovani under 35 (fino a 650 euro/mese) e lavoratori over 35 nelle ZES del Sud.
Misure per Rider e Piattaforme
Per i lavoratori digitali, il decreto combatte il “caporalato digitale” imponendo trasparenza sugli algoritmi di assegnazione compiti e compensi, con obbligo di spiegazioni umane e sanzioni per cessione di account (600-1.200 euro). Gli account diventano personali, autenticati via SPID o simili, per evitare sfruttamento tramite identità fittizie o ritmi eccessivi.
Contesto Politico
Annunciato dal Ministero del Lavoro di Marina Calderone, il provvedimento mira a un “patto di fiducia” con parti sociali, privilegiando qualità contrattuale e occupazione stabile contro il dumping salariale. Rispetto al Jobs Act del 2015, rafforza i CCNL rappresentativi senza universalizzare aumenti salariali.



