Emma Bonino, storica leader radicale, ministra della Repubblica, commissaria europea e fondatrice di +Europa, è morta oggi all’età di 78 anni.
La notizia è stata diffusa nella mattinata di venerdì 11 settembre, dopo il repentino peggioramento delle sue condizioni respiratorie che l’avevano portata al ricovero d’urgenza il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma.
Gli ultimi giorni e le cause del decesso
Il 7 settembre 2026 Emma Bonino era stata soccorsa nella sua abitazione romana e trasportata in codice rosso al pronto soccorso del Santo Spirito per una grave crisi respiratoria. Inizialmente vigile e monitorata, aveva mostrato segnali di miglioramento tali da permettere il trasferimento fuori dalla terapia intensiva il 10 settembre in una struttura privata. Nella notte tra giovedì e venerdì il quadro clinico è precipitato improvvisamente, portando al decesso nella mattinata dell’11 settembre.
Bonino aveva una lunga storia di problemi di salute: nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma al polmone sinistro, affrontato con anni di cure fino alla remissione annunciata nel 2023. Alla fine del 2024 era già stata ricoverata in terapia intensiva per complicazioni respiratorie, episodio che aveva ridestato preoccupazione per le sue condizioni.
Una vita dedicata ai diritti civili
Con Emma Bonino scompare una delle figure che più hanno segnato la storia dei diritti civili in Italia e in Europa. Storica esponente del Partito Radicale, è stata protagonista delle battaglie per il divorzio e l’aborto negli anni Settanta, diventando un simbolo della lotta per l’autodeterminazione delle donne e le libertà individuali.
Il suo impegno non si è limitato all’Italia: nominata Commissaria europea per gli Aiuti Umanitari nel 1994, ha trasformato un ufficio fino ad allora burocratico in una macchina d’intervento rapido e flessibile, distinguendosi per la diplomazia umanitaria e la giustizia internazionale. È stata più volte ministra della Repubblica (nei governi Prodi e Letta), parlamentare e una delle voci più autorevoli dell’europeismo italiano.
Il cordoglio della politica
Unanime il cordoglio per la sua scomparsa, espresso da esponenti di tutti gli schieramenti, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. +Europa, il partito da lei fondato, ha diffuso un messaggio: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».
Biografia essenziale
- Nascita: Bra (Cuneo), 9 marzo 1948
- Morte: Roma, 11 settembre 2026 (78 anni)
- Partiti: Partito Radicale, +Europa (fondatrice)
- Ruoli istituzionali: Ministra della Repubblica, Commissaria UE per gli Aiuti Umanitari (1994), parlamentare
- Battaglie simbolo: Divorzio, aborto, eutanasia, diritti delle donne, diritti umani, europeismo
Emma Bonino lascia un’eredità politica e culturale che ha attraversato cinquant’anni di storia italiana, dalla stagione dei referendum radicali alle sfide dell’Europa contemporanea.





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