Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, ha espresso perplessità sulla vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì. In una sua rubrica, ha definito la canzone “adatta a un matrimonio della camorra”, scatenando un vivace dibattito.
Il commento di Cazzullo
Cazzullo ha descritto il brano come “melenso” e “scontato”, paragonandolo a stereotipi del Sud e contrapponendolo a classici del passato come “Nel blu dipinto di blu”. Ha precisato di amare Napoli e di trovare Sal Da Vinci “una persona simpatica”, ma ha criticato lo stile del pezzo come non all’altezza del Festival.
Il brano vincente
Per sempre sì, presentato da Sal Da Vinci, ha conquistato il pubblico e la giuria di Sanremo 2026. Il cantante napoletano, con una carriera di oltre 50 anni, riceverà anche una medaglia dal sindaco di Napoli per il successo del brano, che celebra l’amore eterno.
Le reazioni ed il dibattito
Sui social come Instagram e X, molti fan e napoletani hanno reagito con critiche, accusando Cazzullo di superficialità. In tv, durante La volta buona, condotta da Caterina Balivo, lo stesso giornalista ha chiarito: “Era una battuta, amo Napoli ma quel tipo di musica non mi convince”. La conduttrice replica subito, tornando sulla frase che aveva fatto più discutere: «Una canzone da matrimonio della camorra? È una frase forte. Sal Da Vinci rappresenta una Napoli che piaccia a coloro a cui non piace Napoli».
Il confronto ha acceso discussioni sul gusto musicale e sull’identità meridionale, senza scuse formali da parte del giornalista.



