Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Igor Protti, ex attaccante di Bari e Livorno, capocannoniere in Serie A, B e C1.
La famiglia annuncia: «Stanotte ci ha lasciati». Le ultime parole del «Zar»:
«Questo splendido viaggio è arrivato al fischio finale»
È morto Igor Protti, una delle figure più iconiche e amate del calcio italiano degli anni ’90. L’ex attaccante è scomparso nella notte all’età di 58 anni, dopo una lunga e dignitosa battaglia contro un tumore al colon che aveva reso pubblico l’anno scorso.
L’annuncio è arrivato direttamente dalla famiglia attraverso i social ufficiali:
«Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».
Per chi volesse porgere l’ultimo saluto, il corpo di Protti sarà disponibile dalle 15:00 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina (Via della Rimembranza).
Il bomber che ha segnato 227 gol: capocannoniere in A, B e C1
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Protti è stato l’emblema del centravanti proletario: atletico, generoso, con fiuto del gol e capace di segnare in rovesciata, di testa e con tiri improvvisi.
La sua carriera, durata dal 1983 al 2005, ha lasciato un’impronta indelebile nel calcio italiano:
| Squadra | Stagioni | Presenze (gol) |
|---|---|---|
| Rimini | 1983–1985 | 7 (0) |
| Livorno | 1985–1988 | 75 (12) |
| Messina | 1989–1992 | 106 (31) |
| Bari | 1992–1996 | 112 (46) |
| Lazio | 1996–1997 | 27 (7) |
| Napoli | 1997–1998 | 27 (4) |
| Reggiana | 1998–1999 | 24 (8) |
| Livorno | 1999–2005 | 207 (113) |
Totale carriera: 669 partite e 257 gol.
I palmarès più importanti:
- Capocannoniere Serie A (1995–1996, 24 gol con il Bari) – unico giocatore a vincere il titolo con una squadra retrocessa
- Capocannoniere Serie B (2002–2003, 23 gol con il Livorno)
- Capocannoniere Serie C1 (2000–2001 e 2001–2002, sempre con il Livorno)
- Unico giocatore insieme a Dario Hübner a laurearsi capocannoniere in A, B e C1
- Coppa Italia Serie C (Livorno 1986–1987)
- Supercoppa italiana (Lazio 1998)
Soprannominato «lo Zar», è il terzo giocatore per presenze e il secondo per gol nella storia del Livorno. La maglia numero 10 fu ritirata in suo onore il 21 dicembre 2005.
La battaglia contro il tumore: 8 cicli di chemioterapia e la fiamma olimpica
Il 5 luglio 2025, Protti ha rivelato sul suo Instagram che gli era stata diagnosticata una neoplasia maligna (tumore al colon) e che avrebbe iniziato le cure.
Ha subito:
- Intervento chirurgico per stomia
- 8 cicli di chemioterapia
Nel settembre 2025 ha comunicato il peggioramento della malattia, che aveva raggiunto le vertebre, iniziando la radioterapia.
Nonostante tutto, ha dimostrato forza straordinaria: il 12 dicembre 2025 ha svolto il ruolo di tedoforo nella staffetta che portò a Livorno la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. Poche settimane dopo, il 3 gennaio 2026, ha ricevuto dal Comune di Livorno la «Livornina d’oro», massima onorificenza della città.
Le reazioni del mondo del calcio: «Simbolo dei valori autentici del gioco»
Il cordoglio si è diffuso immediatamente su tutti i social:
- Genoa: «Simbolo dei valori più autentici del gioco del calcio… grazie per la genuinità, la bravura e il rispetto»
- Napoli (Aurelio De Laurentiis): «Simbolo straordinario ed indimenticabile bomber del calcio italiano. Ha lottato fino alla fine con il suo consueto spirito coriaceo»
- Livorno: «Mito a Livorno, amato da tantissimi»
- Bari: «Capocannoniere con il Bari, cittadinanza onoraria ricevuta nel 2007»
Dopo il ritiro: dirigente, testimonial Unicef e «eroe romantico»
Pur avendo il patentino per allenare, Protti non è mai andato in panchina. Ha invece intrapreso la carriera dirigenziale:
Durante la carriera è stato testimonial dell’Unicef. Nel 2009 ha ricevuto il Premio nazionale Andrea Fortunato nella categoria «Lo Sport è Vita».
Tra marzo e aprile 2025 sono state girate le riprese del documentario «Igor – L’eroe romantico del calcio», presentato a Bari il 27 marzo 2026 al Bif&st.
Igor Protti: un uomo che ha amato il calcio e la famiglia
Igor Protti non era solo un grande calciatore: era una persona di valori solidi, generosa, capace di trasmettere passione e umanità. Come ha scritto nelle sue ultime parole, ha adorato la sua famiglia e ha ricambiato con amore infinito l’affetto dei tifosi.
Ciao, Igor. Arrivederci.





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