Dal 28 luglio 2025, alcuni provider italiani dello SPID, come InfoCert e Aruba, hanno introdotto un canone annuale per il rinnovo del servizio di identità digitale: un costo intorno ai 5-6 euro all’anno, necessario per coprire i crescenti investimenti infrastrutturali e la fine dei finanziamenti pubblici previsti.
Poste Italiane al momento garantisce ancora la gratuità, ma il mercato è in fermento e altri gestori potrebbero seguire questa strada.
Attenzione però: il pagamento non è automatico, e gli utenti devono esprimere consenso esplicito per mantenere attivo lo SPID con canone. Chi non accetta rischia di perdere l’accesso al servizio. È possibile recedere inviando PEC o raccomandata agli indirizzi indicati dai provider.
In parallelo, stanno arrivando le prime email truffa che sfruttano la novità dello SPID a pagamento per tentativi di phishing o raggiri.
Queste email spesso intimidiscono con richieste urgenti di pagamento o conferme dati, simulando comunicazioni ufficiali della Pubblica Amministrazione o dei provider autentici. È fondamentale non cliccare su link sospetti e verificare sempre la provenienza delle comunicazioni.
Per proteggersi, è consigliato:
- Controllare solo i canali ufficiali dei provider SPID per eventuali comunicazioni o costi
- Non rispondere né cliccare su link di email o SMS sospetti
- Segnalare eventuali tentativi di truffa e consultare le guide ufficiali sulla sicurezza digitale;
Lo SPID resta lo strumento d’accesso digitale più usato dagli italiani per i servizi pubblici, con oltre 41 milioni di utenti attivi, e la sua evoluzione verso un modello a pagamento potrebbe diventare la norma senza un sostegno pubblico più stabile. La prudenza digitale è quindi più importante che mai.






