L’Italia perde ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina. Il risultato finale è 5-2 dopo i calci di rigore.
È la terza esclusione consecutiva dal Mondiale. Non è più un episodio. È un sistema che ha smesso di funzionare.
La cronaca: errori, nervi e un finale già visto
La partita si chiude 1-1 dopo 120 minuti. L’Italia passa in vantaggio con Moise Kean. Poi subisce il pareggio di Tabakovic nel secondo tempo. L’espulsione di Bastoni al 41’ cambia l’equilibrio.
Nei supplementari, la squadra resiste ma non domina. La Bosnia crea di più. Donnarumma tiene in piedi il risultato con interventi decisivi. L’Italia produce poco in fase offensiva.
Ai rigori, il crollo è netto:
- Segna Tahirovic
- Errore di Pio Esposito (alto)
- Segna Tabakovic
- Segna Tonali
- Segna Alajbegovic
- Traversa di Cristante
Il colpo finale arriva con Bajraktarevic. Donnarumma intuisce ma non basta. La Bosnia è al Mondiale. L’Italia resta fuori.
Tre esclusioni consecutive: un dato storico negativo
Dopo le eliminazioni contro Svezia (2017) e Macedonia del Nord (2022), arriva un altro fallimento.
L’Italia, quattro volte campione del mondo, non partecipa alla competizione dal 2014. Questo dato non è compatibile con la storia della Nazionale.
Responsabilità diffuse: allenatori, dirigenti, sistema
Il problema non è una singola partita. Il problema è strutturale.
1. Federazione senza visione
La FIGC non ha costruito un progetto tecnico stabile. Cambi di guida frequenti. Nessuna linea chiara sullo sviluppo dei giovani.
2. Settori giovanili in ritardo
I club italiani investono meno rispetto ad altre nazioni europee. I talenti emergono ma non crescono con continuità.
3. Campionato autoreferenziale
La Serie A perde competitività. Molte squadre puntano su giocatori stranieri a fine ciclo. Gli italiani trovano meno spazio.
4. Mentalità fragile
Nei momenti decisivi, la squadra cede. Errori tecnici e psicologici si ripetono. I rigori diventano un limite, non una risorsa.
I protagonisti: tra errori e poche certezze
Gianluigi Donnarumma è l’unico a uscire senza colpe. Para, guida, tiene viva la speranza.
Il centrocampo non controlla il ritmo. Sandro Tonali segna dal dischetto ma non incide nel gioco.
In attacco, poca lucidità. Occasioni sprecate. Pio Esposito sbaglia un rigore pesante. Cristante colpisce la traversa.
La gestione di Gennaro Gattuso non convince. Squadra corta, poche idee offensive, cambi tardivi.
Bosnia: organizzazione e freddezza
La Bosnia ed Erzegovina mostra solidità. Difende con ordine. Riparte con precisione.
Edin Džeko resta fuori dai rigori per infortunio, ma la squadra non perde equilibrio. I tiratori sono perfetti. Nessuna esitazione.
È il momento della rifondazione
Non basta cambiare allenatore. Serve una revisione completa.
Azioni necessarie
- Riforma della governance della FIGC
- Investimenti obbligatori nei vivai
- Maggior spazio ai giovani italiani in Serie A
- Nuovo modello tecnico per la Nazionale
- Introduzione di figure dirigenziali con competenze internazionali
Questa sconfitta non è un incidente. È il punto più basso di un declino lungo anni.
L’Italia ha perso identità, qualità e credibilità. Senza una rifondazione reale, il rischio è chiaro: restare fuori dal calcio che conta anche nei prossimi cicli.
Il tempo delle analisi è finito. Serve un cambio radicale. Ora.



