La Nazionale italiana riparte da Roberto Mancini.
Dopo ore di tensione e una trattativa diventata rapidamente un caso politico-sportivo, il presidente della Figc Giovanni Malagò ha scelto l’ex commissario tecnico come guida degli Azzurri, mentre a Claudio Ranieri va il ruolo di direttore tecnico.
La decisione arriva al termine di una giornata convulsa, segnata dal passo indietro su Andrea Pirlo e dalle successive dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, elementi che hanno costretto la Federazione a cambiare rotta e a rimettere mano all’intero progetto tecnico della Nazionale.
Perché si è arrivati a Mancini?
Fino a poche ore prima, lo scenario sembrava molto diverso. L’ipotesi Pirlo era stata al centro del dibattito, ma il quadro è cambiato all’improvviso, riportando in auge il nome di Mancini, da sempre considerato il profilo preferito da Malagò.
La scelta di tornare su un tecnico già protagonista in passato rappresenta una soluzione di continuità ma anche di emergenza, perché la Figc aveva bisogno di una figura forte, riconoscibile e immediatamente spendibile davanti a opinione pubblica, stampa e ambiente federale.
Ranieri come direttore tecnico
Accanto a Mancini, Claudio Ranieri per il ruolo di direttore tecnico. L’ex allenatore della Roma avrebbe un peso importante nella nuova architettura azzurra, pensata per dare equilibrio e competenze al progetto federale.
Si tratterebbe di una coppia dal forte valore simbolico: Mancini in panchina e Ranieri in una posizione di raccordo tecnico, con l’obiettivo di restituire solidità a una Nazionale che negli ultimi mesi ha vissuto più di una frattura interna.
Il significato della scelta
La mossa della Figc non è solo tecnica, ma anche politica. Dopo settimane di discussioni e segnali contrastanti, il sistema calcio ha scelto di chiudere la telenovela puntando su due profili esperti, capaci di rassicurare l’ambiente e di riportare ordine in una fase delicata.
Per i tifosi, il ritorno di Mancini riapre inevitabilmente il ricordo dell’Europeo vinto a Wembley, uno dei momenti più alti della storia recente della Nazionale. Allo stesso tempo, però, restano sullo sfondo le ombre delle ultime delusioni e la necessità di costruire un progetto davvero credibile nel medio periodo.
Cosa succede adesso
Con la scelta ormai indirizzata, la Federazione dovrà formalizzare i prossimi passaggi e definire nel dettaglio ruoli e responsabilità. L’obiettivo è partire subito, evitando ulteriori incertezze e chiudendo rapidamente una fase che ha scosso tutto il calcio italiano.open+1
La coppia Mancini-Ranieri rappresenta un ritorno all’esperienza e alla tradizione, ma anche un segnale chiaro: la Nazionale vuole ripartire da figure solide, lasciandosi alle spalle il caos delle ultime ore.





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