La 25ª giornata di serie A ha certificato che lo scudetto sarà un discorso in dialetto milanese. L’Inter ha battuto 3-2 la Juventus, mantenendo un ritmo inarrestabile, anche se il Milan non molla e resta in scia dei cugini nerazzurri dopo la vittoria sofferta a Pisa.
Pari, gol e spettacolo nel funambolico 2-2 tra Napoli e Roma, una partita fondamentale per la corsa Champions. Un punto che, tutto sommato, fa contente entrambe le squadre che hanno comunque provato a vincerla. Analizziamo i due big match, poiché in entrambi c’è davvero molto da dire.
Inter-Juventus 3-2: accuse e veleni in un derby d’Italia infuocato
Non c’è derby d’Italia senza polemiche e veleni, una legge non scritta alla quale non è sfuggita neanche la partita di ieri sera.
Parte bene l’Inter, in vantaggio con un goffo autogol di Cambiaso su cross innocuo di Luis Henrique. Lo stesso Cambiaso si fa perdonare bruciando proprio un Luis Henrique troppo molle, insaccando la rete dell’1-1. Al 41′ la “sliding door” della partita: Bastoni va giù dopo un contatto con Kalulu che, già ammonito, si becca il secondo giallo e va sotto la doccia. Un’espulsione contestatissima dai bianconeri, ma l’arbitro non cambia la decisione.
Nella ripresa l’Inter va avanti con il neoentrato Esposito, ma la Juve ha ancora la forza di trovare il pari con Locatelli. Nell’assalto finale però l’Inter trova la rete della vittoria con uno splendido tiro secco di Zielinski. Il club nerazzurro veleggia verso il tricolore (Milan permettendo), mentre si complica la corsa della Juve verso la Champions.
Contatto Bastoni-Kalulu, un calcio snaturato e malato che non piace più
Apriamo una piccola parentesi sul “contatto” Bastoni-Kalulu per fare alcune osservazioni. Le moviole hanno certificato che in realtà non c’è stato alcun contatto e che l’espulsione è stata, per usare una parola molto utilizzata in questi tempi di Intelligenza Artificiale, un'”allucinazione” dell’arbitro.
Vero è che Bastoni ha “ingannato” il direttore di gara, simulando un tocco che non c’è stato. La cosa che è stata ancora più mortificante per il calcio è stata l’esultanza di Bastoni per aver indotto l’arbitro all’errore e aver provocato un’ingiusta espulsione di un collega.
Sia chiaro, non è una crociata contro Bastoni né contro l’Inter, meritatamente al primo posto, ma contro un calcio che ormai non piace più ai tifosi, il vero sale di questo sport, perché prima o poi tutte le squadre subiscono torti o decisioni a dir poco discutibili per un uso improprio e arbitrario del VAR. Cosa ancora più paradossale il VAR, che con le sue decisioni cervellotiche va a pescare qualche microscopico elemento per annullare un gol o concedere un rigore, non può intervenire sul secondo giallo per ammonizione, benché inesistente. Ci auguriamo che arbitri, giocatori e allenatori trovino il sistema per cambiare le cose e tornare a un calcio più credibile e pulito.
Napoli-Roma 2-2, un punto d’oro per entrambe
Nell’altro big match la Roma parte forte al Maradona e va subito in vantaggio con Malen, un acquisto eccellente per i capitolini. L’ex Spinazzola, che quando vede giallorosso si esalta, sul finire del primo tempo tira fuori dal cilindro un bellissimo tiro che beffa Svilar per l’1-1.
Nella ripresa ancora Malen, su rigore, regala alla Roma il nuovo vantaggio. Ma il Napoli di Conte, mai domo, trova nuovamente il pareggio con Allison Santos, brasiliano pescato dallo Sporting Lisbona nel mercato invernale che ha dato grande vivacità all’attacco partenopeo.
Il Napoli, considerati i tantissimi infortuni (l’ultimo quello di Rrhamani), può comunque essere soddisfatto del pari per come si era messa la partita, in quanto tiene la Roma a -3 e guadagna un punto sulla Juve. La Roma ha accarezzato il sogno di vincerla, ma ha guadagnato il momentaneo quarto posto, con un punto davanti alla Juve, che per ora significa accesso alla Champions.






