Le AC75 sono monoscafi nati per «volare» grazie ai foil. Queste appendici laterali sollevano lo scafo fuori dall’acqua e riducono l’attrito. Il risultato è una crescita netta della velocità durante le regate.
In acqua il comportamento diventa diverso rispetto a una barca tradizionale. Lo scafo resta sospeso, le accelerazioni sono più brusche e le manovre richiedono precisione. Le punte hanno raggiunto quasi 50 nodi nelle ultime edizioni.
La rivalità tecnica tra Luna Rossa e Team New Zealand ha spinto innovazione e protezioni per gli equipaggi. Questo contesto mostra come tecnologia e strategia si intreccino nello sport.
La guida spiegherà l’evoluzione storica, il funzionamento dei foil e del timone, i numeri di prestazione, i rischi e la sicurezza. L’obiettivo è offrire una lettura pratica per interpretare assetto, sistemi di regolazione e la dinamica della barca in gara.
Punti chiave
- La tecnologia dei foil trasforma l’imbarcazione riducendo attrito e aumentando la velocità.
- Lo scafo sollevato cambia manovre e rischi rispetto a una barca a vela tradizionale.
- Luna Rossa e Team New Zealand rappresentano l’avanguardia tecnica nelle regate.
- Prestazioni estreme richiedono protezioni e procedure di sicurezza dedicate.
- La guida aiuterà a riconoscere i segnali di assetto e controllo durante la corsa.
Da monoscafo tradizionale a “Formula 1 del mare”: perché le AC75 volano sull’acqua
Dal cutter ottocentesco al monoscafo moderno, la regata è diventata laboratorio tecnologico. L’evoluzione delle imbarcazioni nell’America’s Cup ha compiuto salti netti, soprattutto nelle ultime edizioni.
Perché si parla di “Formula 1 del mare”? Non è solo questione di velocità. Conta l’ottimizzazione dell’assetto, i materiali compositi e il design aerodinamico dello scafo. Le scelte d’ingegneria assomigliano a quelle dell’automobilismo da corsa.
Sollevare lo scafo dall’acqua riduce la superficie bagnata e fa crollare la resistenza idrodinamica. Il risultato è accelerazione rapida e punte vicine ai 50 nodi. In navigazione veloce lo scafo lavora come un profilo aerodinamico.
Le appendici funzionano come ali: generano portanza e permettono il passaggio dal galleggiamento al volo. Nelle manovre si alternano fasi lente e fasi stabili in volo, visibili nelle regate di Luna Rossa e Team New Zealand nell’attuale edizione.
AC75 barche volanti: come funzionano foil, timone e appendici mobili
I foil sono idroali laterali che, immersi nell’acqua, generano una forza verso l’alto e portano l’imbarcazione in assetto «foil-borne». Agiscono come vere ali: il profilo a goccia crea portanza tramite differenza di pressione, lo stesso principio usato in aviazione.
La geometria è spesso a T smussata. Un braccio laterale collega il dispositivo allo scafo. La foil wing ortogonale produce la maggior parte della portanza e del controllo.
Un sistema idraulico regola immersione e inclinazione. La regolazione fine bilancia lift, stabilità e resistenza. Piccoli aggiustamenti cambiano la forza e la risposta dell’imbarcazione.

Nel progetto i foil sostituiscono la chiglia. Forniscono momento raddrizzante e aiutano a controllare lo sbandamento, mantenendo la rotta. Il timone integra un elevator orizzontale che stabilizza il volo verticale.
- Per decollare servono tipicamente 8–10 nodi di vento; tra 15 e 20 nodi la velocità supera spesso i 40–45 nodi.
- In virata un foil sale e l’altro scende: la qualità del passaggio si misura dalla continuità di quota e dalla minima perdita di velocità.
- Team come Luna Rossa e Team New Zealand ottimizzano continuamente set-up e angoli per massimizzare forza e stabilità.
Prestazioni estreme in regata: numeri, velocità e forze in gioco a bordo
Velocità, massa e superficie velica definiscono la risposta dinamica dell’imbarcazione durante la regata.
Dimensioni e potenza: sono 75 piedi (poco meno di 23 metri), circa 6,5 tonnellate e oltre 200 m² di vele. Questi numeri spiegano perché l’accelerazione è rapida e la stabilità dipende da controllo fine dei foil e dell’assetto.

Quanto vanno forte
I picchi si avvicinarono ai 50 nodi. In condizioni sostenute il range operativo si colloca tipicamente tra 40 e 45 nodi.
Le forze sul corpo
Le accelerazioni laterali possono raggiungere circa 1,5G. L’equipaggio sperimenta carichi e reattività tipici di uno sport estremo: movimenti rapidi e decisioni al centesimo di secondo.
Quando qualcosa va storto
Gli incidenti principali sono scuffia (capsize), impennata e ingavonata (nose diving). Sono innescati da perdita di portanza o dall’entrata brusca della prua in acqua durante la decelerazione.
Un caso emblematico fu la scuffia di Patriot (American Magic) con danni strutturali allo scafo. Un altro episodio vedeva Emirates Team New Zealand subire un nose diving contro Ineos Team UK, utile per capire la decelerazione improvvisa quando la prua “morde” l’acqua. Questi eventi illustrano come un errore ad alta velocità amplifichi i danni.
Sicurezza e protezioni
Per ridurre i rischi, i finalisti adottarono corpetti protettivi come il Dainese Sea-Guard e migliorarono la protezione dei pozzetti.
Chiave di lettura per lo spettatore: la velocità non è solo un numero. È il margine tra efficienza e instabilità. Guardare l’assetto, la risposta dei foil e la postura dell’equipaggio aiuta a capire chi tiene il controllo.
Per approfondire come la tecnologia trasforma la performance vedi anche analisi su veloci imbarcazioni.
Cosa osservare durante una regata per capire davvero il “volo” di Luna Rossa e Team New Zealand
Osservare una regata con occhio tecnico rivela i segnali che anticipano il decollo. In partenza guardare assetto, accelerazione progressiva e stabilizzazione dello scafo mentre l’imbarcazione è ancora in acqua.
Un volo efficiente mostra uno scafo alto e stabile, spruzzi ridotti e variazioni minime di quota. Le correzioni devono sembrare quasi invisibili.
In virata valutare continuità di volo, perdita di metri e rapidità nel ristabilire l’assetto dopo il cambio lato. La rotta rivela la nervosità dell’assetto in accelerazione.
Confronto pratico: misurare pulizia del volo, fluidità delle transizioni e gestione nelle raffiche tra luna rossa e team new zealand guardando replay delle regate di Barcellona (22–25 agosto 2024).
Checklist da spettatore evoluto: barca stabile, imbarcazioni vicine in incrocio, distanza dai confini, scelta del lato e capacità di tenere il volo in condizioni variabili.



