La America’s Cup è un laboratorio di performance dove la vela si fonde con la scienza dello sport.
Dietro ogni manovra c’è concentrazione, equilibrio e resistenza. La sola uscita in barca non basta. Serve una preparazione atletica mirata, costruita su valutazione, carichi e prevenzione.
In questo articolo il lettore troverà il modello prestativo, i ruoli a bordo, il lavoro in palestra e in acqua, e una settimana tipo.
Parlare di allenamento velisti professionisti significa descrivere un metodo: test iniziali, progressioni, trasferimento in regata. La performance si decide quando sale la fatica. Allora contano lucidità, controllo motorio e ripetibilità del gesto.
La vela contemporanea richiede gesti su superfici instabili, manovre ripetute e adattamento al vento. L’approccio moderno unisce forza, core stability e mobilità.
Punti chiave
- La America’s Cup è un centro di ricerca sulle performance veliche.
- La preparazione fisica integra lavoro in acqua e palestra.
- Metodo = valutazione, carichi, prevenzione e trasferimento in regata.
- La fatica mette alla prova lucidità e controllo motorio.
- Esempi pratici: squat, stacco e lavoro sul core per ripetibilità.
Perché la vela ad alto livello richiede un allenamento “da atleta”
Gli ultimi metri di una prova spesso premiano chi mantiene controllo fisico e mentale. In regata la strategia conta, ma l’errore più comune nasce dalla fatica. Quando cala la precisione, una scelta sbagliata può costare la vittoria.
Concentrazione e decisioni sotto stress
La richiesta cognitiva è alta. Serve lettura del campo, anticipazione delle mosse e rapidità nelle scelte. Mantenere lucidità dopo ore in mare è cruciale.
Equilibrio e piattaforma instabile
La barca si muove continuamente. Equilibrio e stabilità core permettono di compensare rollio e beccheggio. Senza controllo posturale, le manovre perdono efficienza.
Carichi improvvisi e coesistenza di qualità
Raffiche, onde e assetti variabili impongono picchi di sforzo. Le manovre ripetute aumentano il costo energetico.
- La forza serve per i picchi brevi.
- La resistenza permette di mantenere posizioni prolungate.
- Il cambio di ritmo richiede allenamento del motore aerobico e del recupero veloce.
| Esigenza | Impatto in regata | Qualità richiesta |
|---|---|---|
| Ultimi metri decisivi | Precisione sotto fatica | Resistenza e lucidità |
| Raffiche e onde | Gestione di picchi di sforzo | Forza esplosiva e stabilità |
| Manovre ripetute | Aumento costo energetico | Forza resistente ed equilibrio |
Capire le richieste fisiche della America’s Cup: ruoli, barca e gesti di lavoro
Ogni ruolo a bordo definisce carichi, gesti e priorità fisiche durante le prove. La distinzione tra compiti cambia il tipo di stress articolare e le priorità del programma.
Differenze tra timoniere e prodiere
Il timoniere lavora su appoggi precisi, controllo posturale e stabilità del tronco. La capacità di mantenere la colonna e gli addominali attivi è fondamentale per la precisione nelle manovre.
Il prodiere svolge compiti più fisici: uso del trapezio, trazioni ripetute e posizioni sfavorevoli. Questo ruolo carica maggiormente schiena e spalle e richiede resistenza specifica.
Qualità atletiche comuni
Le qualità condivise includono una base aerobica per giornate lunghe e lavoro aerobico-anaerobico per i cambi di ritmo. Servono forza resistente e massima, equilibrio e capacità coordinative.
I gesti di lavoro sono chiari: tirare, spingere, ruotare e stabilizzare in appoggio, ripetendo il movimento con precisione. Da qui si passa dal modello prestativo alla costruzione di un programma completo e misurabile.
Allenamento velisti professionisti: come si imposta un programma completo
La costruzione del piano segue logiche misurabili: valutazione, progressione e trasferimento in acqua. Il programma parte sempre da un check iniziale che definisce priorità e limiti.
Valutazione iniziale
Si analizzano mobilità articolare, controllo del core, simmetrie e capacità di gestire i carichi. Si cerca rigidità d’anca, controllo scapolare e stabilità lombare.
Obiettivi pratici
Gli obiettivi sono chiari: migliorare la performance in regata, prevenire infortuni e aumentare l’efficienza dei movimenti in barca. Ridurre gli sprechi energetici significa guadagnare lucidità nelle fasi decisive.
Progressione nel tempo
La progressione va dall’attivazione e mobilità alla tecnica dei fondamentali. Poi si introducono sovraccarichi e lavoro funzionale con elastici e movimenti specifici per la vela.
Principio guida: qualità del gesto prima dell’intensità. I carichi devono essere personalizzati; non esiste una scheda uguale per tutti.
| Fase | Focus | Durata tipica | Risultato atteso |
|---|---|---|---|
| Valutazione | Mobilità, simmetrie, core | 1-2 sessioni | Profilo individuale |
| Base tecnica | Attivazione, mobilità, tecnica | 4-8 settimane | Efficienza del gesto |
| Specializzazione | Sovraccarichi, funzionale specifico | 8+ settimane | Transfer in regata |
Costruire la base aerobica per regate e giornate lunghe in acqua
Una base aerobica solida è la garanzia per restare lucidi durante giornate lunghe in mare. Fornisce recupero tra le fasi di alta intensità e mantiene la vigilanza nei momenti decisivi.
Spinning, corsa, camminata e vogatore: quando usarli e perché
Spinning offre controllo preciso dell’intensità e bassa pressione sulle articolazioni. È indicato per chi vuole dosare carico e intervalli.
La corsa migliora trasferibilità al gesto e porta adattamenti di potenza. La camminata è utile per volume senza stress articolare.
Il vogatore è un’alternativa completa indoor. Coinvolge gambe, core e braccia; è efficace quando il tempo in mare manca.
Capacità vs potenza aerobica
Capacità aerobica significa sostenere a lungo uno sforzo moderato. Potenza aerobica permette di sostenere più forte senza deragliare. Entrambe sono necessarie per il modello prestativo della barca.
- Per costruire la base: 2 sedute settimanali di spinning o corsa sono realistiche.
- Usare vogatore quando serve lavoro completo e controllo indoor.
- Camminata per recupero attivo e tolleranza al volume.
Un motore aerobico sviluppato aiuta la prevenzione. Migliora la tolleranza al volume e accelera il recupero dopo le sedute di forza.
Resistenza e componente aerobico-anaerobica: mantenere intensità e lucidità
La dinamica della regata richiede di sostenere ritmi variabili senza perdere precisione.
La vela alterna fasi di gestione a brevi picchi: manovre, accelerazioni, trazioni e riallineamenti. Questi momenti consumano energia e mettono alla prova la concentrazione.
Come allenare cambi di ritmo e recuperi brevi
Aerobico-anaerobico significa tollerare intensità elevate e riattivarsi in fretta. Per un equipaggio questo traduce in capacità di sostenere sforzi ripetuti senza perdere qualità dei movimenti.
- Intervalli medi e corti su bike o vogatore per riprodurre i picchi di barca.
- Ripetute con recuperi incompleti per allenare il recupero veloce.
- Progressioni controllate: aumentare densità prima dell’intensità.
Principianti curano prima la base aerobica. Atleti di livello avanzato aumentano frequenza e densità delle sedute.
| Obiettivo | Metodo | Durata | Risultato |
|---|---|---|---|
| Tolleranza ai picchi | Intervalli 30″/90″ su bike | 20-30 min | Recupero più rapido |
| Ripetitività del gesto | Vogatore ripetute 250m con recupero incompleto | 15-25 min | Mantenere qualità movimenti |
| Densità per avanzati | Serie multiple con pause ridotte | 30-40 min | Aumento capacità anaerobica |
Criterio chiave: l’obiettivo non è fare più fatica, ma rimanere lucidi quando la gara richiede decisione e precisione.
Forza massima e forza resistente: il passaggio chiave per la performance in vela
La forza in barca si misura anche fuori: palestra e progressione fanno la differenza.
Perché non basta uscire solo in mare
La pratica in acqua migliora tecnica e timing. Tuttavia manca spesso la progressione controllata dei carichi e il lavoro correttivo.
In sala si gestiscono intensità, recuperi e compensi. Questo riduce il rischio di infortuni a schiena e spalle.
Da forza massima a forza resistente
Forza massima è la capacità di esprimere un alto output in un gesto singolo. Forza resistente è la capacità di ripetere quell’output sotto fatica.
La conversione avviene aumentando le ripetizioni e la densità, mantenendo traiettorie pulite e controllo del core.
Criteri pratici: carichi, velocità e precisione
- Usare carichi medio/bassi per serie più lunghe.
- Aumentare gradualmente la velocità d’esecuzione mantenendo precisione nel gesto.
- Priorità alla tecnica prima di alzare volume o intensità.
Quando aumentare volume o intensità nei mesi di preparazione
Si lavora per blocchi: prima tecnica, poi forza massima, quindi conversione resistente. I cambi si fanno settimane dopo aver consolidato il gesto.
Nei mesi finali si può aumentare densità o carico, ma non entrambi insieme per evitare sovraccarico.
Esercizi fondamentali in palestra per un velista: squat, stacco e varianti
La palestra insegna come trasferire la spinta dal pavimento alla barra della scotta con precisione. Squat e stacco sono i movimenti «da cantiere» per costruire gambe, anche e catena posteriore. Queste componenti sono centrali per la parte più tecnica del gesto in barca.
Squat a corpo libero e con piccoli pesi: costruire la base
Lo squat a corpo libero ottimizza controllo del ginocchio e stabilità del tronco. Si progredisce con un piccolo carico, come kettlebell o manubri, per mantenere tecnica e postura.
Focus: posizionare il peso centrale, ginocchia in linea e core attivo. Questo protegge la colonna durante le ripetizioni.
Squat frontale: controllo posturale senza sovraccaricare collo e spalle
Lo squat frontale sposta il carico anteriormente. Questo migliora il controllo del busto senza stressare collo e spalle.
Vantaggio pratico: maggiore trasferimento di forza verticale e postura eretta, utili per resistere alle posizioni prolungate in regata.
Stacco e stacco a gambe tese: rinforzo della catena posteriore
Lo stacco tradizionale sviluppa glutei e femorali e costruisce potenza esplosiva. Lo stacco a gambe tese enfatizza l’allungamento dei femorali e la stabilità lombare.
Tecnica: mantenere colonna neutra, avviare il gesto con i fianchi e tenere il core compatto per proteggere la schiena.
Errori tipici: colonna che cede, spinta disordinata e perdita di tensione del core. Evitarli significa garantire che la forza si trasferisca efficacemente dalla terra alla vela.
Per approfondire il lavoro sulla catena posteriore e i glutei consultare la guida ai glutei, utile come complemento a questi esercizi.
Core e corsetto addominale: la “cintura” che protegge schiena e migliora potenza
Il core agisce come una cintura funzionale. Stabilizza la colonna e rende efficiente il trasferimento di forza dal tronco agli arti. Un corsetto addominale saldo riduce i compensi e migliora la continuità in regata.
Plank, plank laterale, crunch, crunch obliqui e V-up: cosa sviluppano
Plank: lavoro anti-estensione. Mantiene la linea del corpo contro la flessione e protegge la schiena.
Plank laterale: esercizio anti-rotazione. Migliora la stabilità laterale e gli appoggi su superfici instabili.
Crunch e crunch obliqui: controllo della flessione e della rotazione. Rafforzano i muscoli che gestiscono piccoli aggiustamenti.
V-up: integrazione e controllo dinamico. Unisce flessione e stabilità per movimenti esplosivi controllati.
Trasverso e obliqui: stabilità per manovre, appoggi e posizioni prolungate
Trasverso e obliqui sono fondamentali per mantenere postura e precisione durante le fasi statiche e i micro-movimenti. Consentono appoggi più sicuri e riducono lo stress lombare nelle posizioni prolungate.
- Respirazione controllata: inspirare profondo, espirare durante la contrazione.
- Bacino neutro: fondamentale per evitare sovraccarico sugli arti o sulle anche.
- Evitare movimento sporco: preserva la tecnica e limita trasferimenti errati verso le anche.
Un core robusto aumenta la potenza utile alla scotta senza gravare sulla schiena. Tuttavia, non sostituisce il lavoro mirato della regione posteriore: lo rende più sicuro e più efficace. Nella sezione successiva si approfondirà la colonna lombare e gli esercizi dedicati.
Schiena e colonna lombare: condizionamento integrato per reggere lo stress
La zona lombare è il fulcro che sopporta posture fisse e ripetute durante le manovre. Qui la combinazione di instabilità, carichi e ripetizione rende la schiena un punto critico.
Estensioni della colonna, Superman e bridge
Le estensioni mirano a rinforzare estensori lombari con controllo. Eseguire movimento lento, respirazione controllata e ritorno neutro.
Il Superman sviluppa estensione globale: braccia e gambe sollevate pochi centimetri. Progressione: da 10 a 20 ripetizioni con pausa attiva.
Il bridge integra glutei e lombari. Obiettivo: stabilità pelvica e transfer alla anca. Aumentare difficoltà introducendo una gamba sola.
Integrazione con anche, spalle e ginocchia
La schiena forte nasce se anche, spalle e ginocchia lavorano in sinergia. Il programma deve includere mobilità d’anca, rinforzo della cintura scapolare e controllo delle ginocchia.
Adattamenti per ruoli a bordo
Il prodiere sopporta volumi maggiori di trazione e quindi carico sulla schiena. Il timoniere richiede stabilità fine e controllo posturale prolungato.
“Aumentare difficoltà solo quando la colonna resta neutra e il gesto rimane pulito anche in fatica.”
Infine, il collo e la cintura scapolare influiscono sulla catena posteriore. Tensioni cervicali spesso originano da instabilità globale. Sicurezza: aumentare carico solo se la tecnica resta perfetta.
Collo e controllo scapolare: ridurre tensioni e migliorare l’assetto
Ore in barca spesso lasciano il collo teso e le spalle irrigidite. Questo aumenta il carico sui trapezi e limita il range di movimento, con effetti sulla precisione visiva e decisionale.
Mobilizzazione cervicale e range di movimento senza dolore
La mobilizzazione deve essere lenta e entro un range non doloroso. Si lavora con piccoli movimenti di flessione, estensione e rotazione controllata.
Mantenere l’allineamento toracico è fondamentale. Evitare forzature o ricerche di “scrocchi”. La qualità del gesto predilige sicurezza e progressione.
Respirazione diaframmatica: attivare il core e scaricare tensione cervicale
La respirazione profonda abbassa la tensione del collo e attiva il core. Inspirare nel basso addome, espirare controllando la schiena.
Questo semplice strumento riduce i compensi cervicali e migliora l’assetto generale del corpo.
- Problema tipico: collo “duro” dopo ore in assetto.
- Modo: routine breve e quotidiana batte interventi sporadici.
- Tempo: 5 minuti al giorno, prima e dopo la giornata in mare.
Minor tensione cervicale = maggiore precisione visiva e decisionale nelle fasi concitate.
Anca: stabilità, postura e trasferimento di forza tra tronco e arti inferiori
Una anca stabile decide postura, equilibrio e efficienza nel gesto in barca. Funziona come una “centrale di trasmissione”: connette il tronco alle gambe e determina come la forza arriva alla scotta o al trapezio.
Flessori, estensori, adduttori e abduttori: perché serve equilibrio muscolare
Non basta avere flessori potenti. Serve equilibrio tra flessori ed estensori e una muscolatura laterale forte.
Adduttori e abduttori controllano l’allineamento del bacino. Senza questo controllo si creano compensi nella colonna.
Stretching dei flessori (ileo-psoas) per prevenire compensi e dolori lombari
Lo stretching dell’ileo-psoas è igiene posturale. Riduce la trazione sulla lombare e aumenta la mobilità dell’anca.
Una routine breve quotidiana aiuta a prevenire dolori lombari e riduce stress su ginocchia giovani, come il rischio di patologie da sovraccarico.
Progressione minima di adattamento: costruire capacità in un arco di mesi
La progressione consigliata è graduale: da mobilità e pattern motori a carichi controllati in circa 3 mesi. Questo arco temporale consente adattamento dei tessuti senza infiammazioni.
Chi ha poca esperienza in sala deve prima consolidare schemi e mobilità. Solo poi aumentare volumi e intensità per preservare la salute della schiena e del ginocchio.
Spalla: prevenzione e potenziamento per scotte, randa e trazioni
Movimenti rapidi, carichi variabili e instabilità rendono la spalla un punto critico. Le manovre insistono su sollecitazioni ripetute e posizioni non neutre.

I due pilastri: riequilibrio posturale e potenziamento specifico
Prima fase: mobilità e postura. Si lavora sul controllo scapolare e sull’apertura del cingolo.
Seconda fase: potenziamento mirato. Il carico arriva solo quando la scapola è stabile e il range è pulito.
Extra-rotatori e cuffia dei rotatori: stabilità prima del carico
Gli extra-rotatori e la cuffia proteggono l’articolazione. Vanno rinforzati prima di passare a trazioni pesanti o a sessioni con pesi.
Elastici, trazioni e lavoro in appoggio
Esempi pratici: extra-rotazione con gomiti vicini al corpo, trazioni controllate e plank con tirata. La sequenza fonde stabilità e forza funzionale.
Linee guida: range pulito, assenza di dolore, volume tipico 3×10-15. Il carico è subordinato al controllo.
| Obiettivo | Esempio | Indicazione |
|---|---|---|
| Mobilità e postura | Stretch scapolare e apertura toracica | 2–3 serie da 8–12 ripetizioni |
| Stabilità rotatori | Extra-rotazioni con elastico | 3×10–15, gomiti aderenti al torso |
| Forza funzionale | Trazioni e plank+tirata | Progressione tecnica, evitare compensi |
Equilibrio, coordinazione e controllo motorio: ciò che ti fa “risparmiare energia” in barca
Saper muoversi con precisione consuma meno energia e migliora il risultato in regata.
Il concetto di risparmio nasce dal controllo motorio. Più è efficiente il gesto, meno contrazioni inutili si attivano. Questo lascia risorse per le fasi decisive.
Equilibrio generale e specifico
L’equilibrio generale crea una base solida. È stabilità di riferimento, resistenza posturale e controllo del tronco.
L’equilibrio specifico replica la risposta a instabilità simile alla barca. Si lavora su superfici instabili e con perturbazioni che imitano le onde.
Ritmo, orientamento e combinazione
La coordinazione include ritmo, orientamento e combinazione. Ritmo significa tempi corretti nelle manovre.
Orientamento è la percezione nello spazio. Combinazione è l’integrazione tra arti e tronco. Nelle virate e strambate queste abilità riducono errori e tempi morti.
La progressione didattica va da esercizi semplici a compiti complessi. Si inseriscono doppi compiti: equilibrio + gesto tecnico. Strumenti utili sono TRX, instabilità, e lavori esplosivi per combinazioni dinamiche.
“Più controllo motorio significa meno sprechi e maggiore lucidità nelle fasi critiche.”
| Capacità | Esempio pratico | Obiettivo |
|---|---|---|
| Equilibrio generale | Single-leg stance, plank dinamico | Migliorare stabilità di base |
| Equilibrio specifico | Bosu + passaggi scotta simulati | Riprodurre instabilità di bordo |
| Coordinazione | Sequenze ritmo/orientamento con pallone | Ridurre errori nelle manovre |
| Combinazione | TRX + squat jump | Integrare arti e tronco in potenza |
Allenamento a circuito e corpo libero: quando serve e come renderlo specifico
Un circuito ben costruito trasforma fatica in adattamento funzionale. Un giorno a settimana può bastare per sviluppare resistenza muscolare, densità di lavoro e continuità sotto stress.
TRX e tirate
Il TRX replica la trazione del trapezio e le traiettorie di bordo. Lavorare con il corpo inclinato ~45° aumenta la leva e la specificità.
Mantenere postura neutra, tirare esplosivo ma controllato e tornare lento. Questo migliora forza funzionale senza sovraccaricare le spalle.
Esercizi esplosivi e combinati
Esempi pratici: squat jump seguiti da press con manubrio o kettlebell. Si richiede potenza e coordinazione totale.
Serie brevi, recuperi incompleti e qualità del gesto alta favoriscono il trasferimento in regata.
Elastici e instabilità
Elastici progressivi offrono controllo e adattamento graduale per la spalla e le trazioni.
Swiss Ball e Bosu non servono a “ballare”, ma ad allenare i micro-aggiustamenti del corpo come in mare.
Criterio di specificità: simulare ritmi di regata con tempi lavoro/recupero simili. Priorità alla precisione del gesto rispetto al volume.
Riscaldamento, qualità del movimento e gestione dei carichi: la parte che evita stop
Una breve routine dinamica protegge articolazioni e prepara il sistema nervoso al lavoro. Questo passaggio funziona come una vera performance insurance: riduce dolore, infiammazione e cali di controllo.
Riscaldamento di 5-8 minuti
Routine proposta (5–8 minuti): marcia sul posto con circonduzioni braccia, torsioni controllate del busto, mobilità dinamica delle anche e apertura delle ginocchia. Aggiungere qualche skip leggero per aumentare la temperatura muscolare.
Precisione prima del peso
La precisione conta più del carico. Eseguire i fondamentali con controllo prima di aumentare il peso evita di “sporcare” il gesto. Se la tecnica peggiora, fermare e correggere.
Scegliere ripetizioni e serie
Linee guida: preferire serie con ripetizioni che mantengono forma pulita. Un criterio pratico è fermarsi quando la qualità scende, non quando il muscolo “brucia”. Regolare il numero di serie e le ripetizioni in funzione della tecnica, non solo del volume.
Segnali di sovraccarico e progressione
Attenzione a dolore puntiforme, perdita del range articolare, rigidità che non passa e calo netto del controllo. In questi casi è necessario scalare volume o ridurre i carichi.
“Progredire significa aumentare gradualmente se il gesto rimane pulito; adattare significa ridurre quando la qualità cala.”
| Elemento | Indicazione pratica | Quando intervenire |
|---|---|---|
| Riscaldamento | 5–8 min dinamici (marcia, torsioni, attivazioni anche) | Prima di ogni sessione |
| Tecnica | Controllo prima del carico; ripetizioni pulite | Se forma scade, ridurre carico |
| Segnali | Dolore puntiforme, perdita range, rigidità | Scalare volume o consultare specialista |
Esempio di settimana tipo e progressione stagionale per arrivare in forma in regata
Una settimana ben strutturata trasforma il lavoro in sala e in acqua in vantaggio competitivo. Qui si propone un esempio pratico e adattabile al ruolo a bordo.

Settimana con base aerobica, circuito e forza: come distribuire i giorni
Esempio di distribuzione settimanale:
- Lunedì: base aerobica (spinning o corsa, 45–60 min).
- Martedì: forza – gambe e core (sessione tecnica, carichi controllati).
- Mercoledì: recupero attivo o mobilità.
- Giovedì: circuito funzionale (30–40 min, densità moderata).
- Venerdì: forza – schiena e spalle (focus trazioni, stabilità scapolare).
- Sabato: base aerobica leggera o uscita in barca breve.
- Domenica: riposo o lavoro di mobilità e respirazione.
Progressione per livelli: principianti vs avanzati
Per il livello principiante: usare elastici, corpo libero e movimenti lenti. Priorità alla tecnica e al controllo del core. Due settimane iniziali dedicate alla routine e alla mobilità.
Per il livello avanzato: introdurre pesi, varianti di stacco e squat, aumentare densità del circuito. Aggiungere sessioni specifiche di potenza breve prima delle regate.
Timeline realistica: cosa cambiare dopo settimane e dopo mesi di lavoro
Dopo 4–6 settimane la tecnica si consolida; si può aumentare volume o intensità. Dopo 3 mesi si lavora su densità e conversione resistente (serie più lunghe, recuperi incompleti).
La logica è semplice: alternare giorni di stress neuromuscolare (forza) e giorni metabolici (aerobica/circuito) preserva qualità e riduce il rischio di infortuni.
“La forma deve reggere negli ultimi minuti di gara, non solo nei test a freddo.”
Questo esempio va personalizzato in base al ruolo, alla storia infortuni e al calendario gare. Ogni giorno deve rispondere a un obiettivo chiaro: tecnica, potenza o recupero.
Portare l’allenamento dalla palestra all’acqua: la differenza tra essere forti e andare veloci
La palestra costruisce qualità; la barca misura il risultato. Il lavoro a terra migliora il controllo del movimento, ma il vero test resta in acqua, dove postura e tempismo decidono la velocità.
Per tradurre forza in velocità servono esercizi funzionali, instabilità controllata (Swiss Ball, Bosu) e task coordinativi che simulano il mare. Questi strumenti aiutano i velisti a ridurre gli sprechi e ad aumentare la precisione delle manovre.
Per valutare il trasferimento si misura: tenuta posturale in acqua, capacità di ripetere il gesto senza cali e gestione del carico su schiena e spalla. La preparazione atletica può essere semplice ma non facile; elastiche e corpo libero, se eseguiti bene, fanno la differenza.
Programmare il lavoro durante l’anno richiede fasi chiare: costruzione, mantenimento, scarico. In sintesi: valutare, programmare, progredire e misurare in acqua. L’obiettivo finale è una forma che permetta di andare più veloci in regata.



