L’Espressionismo Mediterraneo di TOGO (Enzo Migneco) al Castello Beccadelli di Marineo (Palermo)
Dal 2 al 10 settembre 2023 presso la Sala Convegni del Castello Beccadelli di Marineo (Palermo) sarà possibile visitare la mostra TOGO – Espressionismo Mediterraneo curata dal Dott. Vito Mauro.
TOGO, pseudonimo di Enzo Migneco, è un rinomato pittore italiano considerato uno dei più importanti esponenti dell’arte contemporanea, rappresentante a giusta ragione di quella corrente pittorica denominata espressionismo mediterraneo.

Nato a Milano il 20 luglio del 1937, di origini siciliane, il Maestro TOGO ha tracciato da decenni la sua impronta nel mondo dell’arte, con il suo stile distintivo e la sua capacità di comunicare emozioni intense attraverso la tela.
Il tratto distintivo di TOGO è appunto l’espressionismo, corrente artistica che permette all’artista di esprimere le proprie emozioni e sentimenti attraverso un uso audace e suggestivo del colore e della forma. L’uso vivace del colore e le pennellate ardite caratterizzano i dipinti di TOGO, offrendo una narrazione visiva dinamica e coinvolgente che rende ogni opera un’esperienza emotiva e stimolante per lo spettatore.
La mostra TOGO – Espressionismo Mediterraneo vedrà la presenza di ben 25 opere, con alcune delle storiche incisioni del Maestro fino agli ultimi lavori ad olio su tela caratterizzati da una tavolozza di colori sempre più vibrante.

L’arte di TOGO è fortemente centrata sulla luce mediterranea, non necessariamente quella del mare o dei paesaggi eoliani che rappresentano le radici della sua famiglia siciliana. In molte opere, tra cui diverse in esposizione, è l’intera Sicilia a venire evocata nel suo tripudio di colori. La ricerca del paesaggio, infatti, ha trasformato la sua pittura in una specifica declinazione espressionista. La terra e l’orizzonte come luogo di arrivi e partenze, la Sicilia diventa così un simbolo di contaminazioni culturali, di scambi e di incontri. La sua poetica aspira all’universale, è punto di contatto e promuove il dialogo e le emozioni. Proprio come la poesia di cui Marineo è ormai centro riconosciuto e apprezzato.
Dott. Vito Mauro – Curatore della Mostra

TOGO dipinge per ricordare; non rappresenta un paesaggio attraverso gli occhi ma per la propria personale esperienza d’amore e nostalgia: per questo definiamo la sua arte Espressionismo. Ogni colore è scelto per raccontare, non per descrivere. I cieli rossi e arancioni, semplicemente sono giorni infuocati; gli azzurri e i verdi dell’ombra regalano un momento di ristoro, che sia brezza di mare o semplice frescura. Il sole è bianco assoluto, segno evidente della canicola d’ogni estate.
Massimiliano Reggiani – Critico d’arte
La pittura di TOGO trasforma ciò che vediamo in una vibrazione dello spirito, i colori diventano suoni, la realtà suggestione: ogni suo quadro è la traccia che il mondo fisico lascia in quello silenzioso e intimo delle emozioni.

Tutto ciò che appare come reale è soprattutto frutto dell’immaginare che dalla mente parte. Questa sorta di aforisma, ribalta Hegel del ciò che è reale e razionale e si pone come personale riflessione di fronte le opere pittoriche e alle incisioni di TOGO, autentico creatore di immagini che si rivelano dall’onirico della contemplazione del luogo, del suo mare messinese, delle brume fascinose lombarde, dell’humus, insomma, frutto di una sua fervida stagione che lo distingue e lo fa unico per la forma/informe e la cromaticità squillante. Perché TOGO ha il raro dono di essere subito riconoscibile, come capita ai Maestri veri. senza bisogno di scomodare Freud o Jung, TOGO ci porge la rappresentazione degli strati innumerevoli dell’essere, del vedere, sentire. Ricreare con la riformulazione di una forma che è tanto vera in lui quanto coinvolgente per chi sa “entrare” nell’opera d’arte, fino a possederla, a farla divenire proprio paesaggio interiore. Questa duplicità in azione, si esplica in TOGO in una analisi delle potenzialità elementari del colore che si dinamizzano in vortici e in astratte geometrie, sempre però fortemente connotate da un’identità insieme plurale per influssi molteplici e singolari nel sentire, nella sua individuale proposta di sé come ulteriorità e svelamento, al continuo ricorso e alla necessità dell’esserci e non certo per apparire.
Tommaso Romano Presidente dell’Accademia di Sicilia
Ogni segno disteso o apparentemente informe di TOGO richiama archetipi che ci sovrastano e pure ci appartengono. Il canone, fortunatamente in TOGO, sfugge alla classificazione di scuole burocratiche e si connota nativamente come evento singolo nella coralità della conoscenza che si ricompone in forma viva. Conducenti appunto ad una visione sua che è anche proposta, stimolazione, perenne invito alla vitalità e, al contempo, alla riflessione esistenziale e individuale. Quando si individuano nell’opera di TOGO le forme, una palma, un sole (che mi fanno riandare ai soli di Bruno Saetti), una marina, un oggetto, esse comunque rimandano sempre ad una sacralità propria dell’indistinto originario, in quell’alma antropologica che è radice informe, e tuttavia durevole ad ogni fuoco, a ogni tempesta. Acqueforti, acquetinte, incisioni sono anch’esse a pieno titolo soggetto di un segno che ripercorre quella originarietà anche materica che connota tutta la straordinaria avventura artistica esistenziale di TOGO.
