Per un’escursione servono tre elementi: un abbigliamento a strati con base traspirante, strato intermedio isolante e guscio esterno impermeabile; calzature da trekking adatte al terreno; e accessori funzionali come cappello, zaino ergonomico e calze tecniche.
La regola d’oro è evitare il cotone e privilegiare tessuti che gestiscono sudore e temperatura.
Perché il cotone è il primo errore da evitare?
Chi ha camminato almeno una volta in salita con una t-shirt di cotone lo sa: dopo venti minuti il tessuto è fradicio, e alla prima sosta all’ombra il sudore raffredda il corpo in modo sgradevole, se non rischioso in quota. Il cotone assorbe l’umidità e la trattiene, asciugandosi lentamente. Le fibre sintetiche (poliestere, poliammide) e la lana merino, al contrario, allontanano il sudore dalla pelle e si asciugano rapidamente. La merino, in particolare, ha un vantaggio apprezzabile nei trekking di più giorni: tende a trattenere meno gli odori rispetto ai sintetici.
Come funziona il sistema a tre strati?
Il layering è il principio cardine dell’abbigliamento outdoor, e vale tanto per il sentiero domenicale quanto per il trekking impegnativo. L’idea è semplice: più capi leggeri e specializzati battono un singolo capo pesante, perché permettono di regolare la temperatura corporea aggiungendo o togliendo strati.
- Primo strato (base layer): maglia tecnica aderente ma non costrittiva, in sintetico o merino. È il capo a contatto con la pelle e gestisce il sudore.
- Secondo strato (mid layer): pile o piumino leggero, con la funzione di trattenere il calore. Nelle mezze stagioni un pile da 100 g è spesso sufficiente.
- Terzo strato (shell): giacca impermeabile e antivento con membrana traspirante. Anche con previsioni ottime, dovrebbe stare sempre nello zaino: in montagna il meteo cambia in fretta.
Per la parte bassa, pantaloni tecnici elasticizzati e ad asciugatura rapida; i modelli convertibili con zip al ginocchio sono una soluzione pratica quando la temperatura varia molto tra partenza e vetta. I jeans, per quanto amati, restano a casa: pesanti, rigidi e lentissimi ad asciugare.
Quali scarpe scegliere per il trekking?
La scelta dipende da terreno, durata e peso dello zaino. Semplificando, le opzioni principali sono tre:
- Scarpe da trail running: leggere e reattive, ideali per sentieri battuti e uscite giornaliere veloci con zaino leggero.
- Scarpe basse da hiking: il compromesso più versatile, con suola più strutturata e maggiore protezione, adatte alla maggior parte delle escursioni.
- Scarponi a caviglia alta: consigliabili su terreni sconnessi, con zaini pesanti o in condizioni di fango e neve, per il supporto extra alla caviglia.
Qualunque sia la scelta, un consiglio da chi ha imparato a proprie spese: mai inaugurare calzature nuove su un percorso lungo. Vanno rodate su uscite brevi. E le calze contano quanto le scarpe: modelli tecnici, senza cuciture in punta, preferibilmente in merino o misto sintetico.
Quali accessori fanno davvero la differenza?
Oltre al vestiario, alcuni dettagli separano l’escursionista preparato dall’improvvisato: uno zaino da 20-30 litri con spallacci imbottiti e fascia in vita per le uscite giornaliere; un cappello con visiera e occhiali da sole con buona protezione UV, tanto più necessari in quota; una borraccia o sacca idrica di capienza adeguata; crema solare, anche con cielo velato. In stagione fredda, guanti leggeri e scaldacollo occupano pochissimo spazio e possono salvare l’uscita.
Si può essere eleganti anche sul sentiero?
La risposta è sì, e il mercato lo dimostra: l’estetica outdoor è entrata stabilmente nel guardaroba urbano, con il fenomeno del cosiddetto gorpcore che ha portato marchi tecnici nelle strade delle capitali della moda. Il punto, però, è non invertire le priorità. Sul sentiero la funzione viene prima della forma: meglio un guscio tecnico collaudato di un capo fashion che non traspira. La buona notizia è che oggi i due mondi convergono, e molti brand propongono capi tecnicamente seri con linee pulite e palette sobrie — terra, verde oliva, grigio antracite — che funzionano in montagna come in città. L’eleganza, in questo contesto, è coerenza: capi che fanno ciò che promettono, indossati con misura.
Nota: per escursioni impegnative in alta quota o in condizioni climatiche estreme, è sempre consigliabile informarsi presso guide alpine qualificate e verificare le condizioni del percorso prima di partire.
Domande frequenti
Cosa indossare per una prima escursione facile?
Per un sentiero semplice bastano una maglia tecnica traspirante, pantaloni comodi ad asciugatura rapida, scarpe da hiking basse già rodate e una giacca antipioggia leggera nello zaino. Evitate cotone e jeans: gestiscono male il sudore e si asciugano lentamente, compromettendo comfort e sicurezza.
Meglio lana merino o tessuti sintetici per il trekking?
Entrambi funzionano bene. I sintetici asciugano più rapidamente e costano meno; la merino regola meglio la temperatura e trattiene meno gli odori, ideale per trekking di più giorni. Molti escursionisti esperti combinano i due materiali a seconda della stagione e della durata dell’uscita.
Servono davvero gli scarponi alti per camminare in montagna?
Non sempre. Su sentieri battuti con zaino leggero, scarpe basse da hiking o da trail running sono spesso preferibili perché più leggere e comode. Gli scarponi alti diventano consigliabili su terreni sconnessi, con carichi pesanti o in condizioni di fango, neve e lunghe traversate.
Cosa mettere nello zaino per un’escursione in giornata?
Gli essenziali: acqua a sufficienza, snack energetici, guscio impermeabile, uno strato caldo di riserva, crema solare, occhiali, kit di primo soccorso di base, telefono carico e una mappa del percorso. Uno zaino da 20-30 litri con fascia in vita è la misura giusta per la giornata.
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