Mi sveglio presto, l’isola di Bali si apre tra incenso e canti rituali. Cammino tra mercati e templi, cercando la misura tra silenzio e vita quotidiana.
Propongo un percorso essenziale per un viaggio che unisca risaie, templi e costa. Concentro il cuore dell’esperienza tra Ubud, centro culturale, e la penisola di Bukit, con le sue spiagge e scogliere scenografiche.
Alterno visite a luoghi sacri come Tirta Empul e Ulun Danu Bratan con passeggiate nella natura e soste lente in caffè indipendenti. Scelgo rituali rispettosi, evito di alimentare le scimmie e onoro i campi di riso.
Non idealizzo il mare: alcune coste sono vulcaniche, altre bianche e riparate. Il vero tramonto diventa una pausa consapevole, non solo una foto da mostrare al mondo.
Principali spunti
- Inizia presto per trovare autenticità lontano dai grandi turisti.
- Equilibra Ubud e Bukit per cultura e spiagge scenografiche.
- Rispetta rituali e comunità: un viaggio etico è più ricco.
- Alterna templi, terrazze di riso e finestre sul mare.
- Organizza tempi: alba per Jatiluwih, pomeriggio per la costa e il tramonto.
Un itinerario di una giornata tra natura, templi e mare
Parto all’alba per seguire un percorso che unisce terra, acqua e tempio in una sola giornata.
All’alba raggiungo Jatiluwih: la luce obliqua disegna le terrazze e, camminando un’ora, capisco la logica del subak, il sistema d’irrigazione comunitario.
Rientro a metà mattina verso Ubud per la Campuhan Ridge Walk e una sosta al Palazzo Reale. Prendo il tempo necessario: osservare la vita locale richiede tappe vicine e pause ragionate.
Pranzo leggero in un warung con vista sui campi e poi al pomeriggio mi fermo al Tirta Empul. Entro con sarong, osservo il rito; se non partecipo, rispetto le regole e ascolto.
Nel tardo pomeriggio mi sposto verso Uluwatu: la zona è spesso trafficata, perciò conviene un autista privato. Arrivo in tempo per la luce calda sul tempio e per un’ora di mare prima del crepuscolo.
- Stagione secca: aprile-ottobre, migliore giugno-settembre.
- Trasporti: Trans Sarbagita limitata; autista privato consigliato.
- Margine suggerito: 15–20 minuti tra le tappe per imprevisti.
- Alternativa in caso di pioggia: Ulun Danu Bratan o musei di Ubud.
| Fascia oraria | Tappa | Durata indicativa | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Alba | Jatiluwih | 1.5–2h | Portare acqua e scarpe comode |
| Mattina | Ubud (Campuhan, Palazzo) | 2h | Parcheggi e passeggiate brevi |
| Pomeriggio | Tirta Empul | 1h | Sarong obbligatorio per entrare |
| Sera | Uluwatu / Bukit (tramonto) | 2h | Autista privato raccomandato |
Il punto centrale del mio viaggio è non accumulare luoghi, ma scegliere tre respiri: risaie, ritualità e oceano. Così il tempo rende quella giornata vera e memorabile, e invita a vivere, non solo a vedere bali.
cosa vedere a Bali
Mostro una selezione essenziale di luoghi che conservano senso e misura. Scelgo tappe che spiegano l’isola: risaie come infrastruttura culturale, templi come geografia sacra e la costa come spazio di incontro.
I grandi classici
Ubud per arte e mercati; Jatiluwih, patrimonio UNESCO, per le terrazze e il subak. Uluwatu è il tempio su scogliera dove le scimmie fanno attenzione alle borse, mentre Ulun Danu Bratan sorge sul lago Bratan e offre scenari con nubi in movimento.
Spiagge e surf al tramonto
La penisola del Bukit ospita Pandawa e Padang Padang: sabbie chiare, scogliere scenografiche e spot di surf al tramonto. Trovo più calma nelle calette protette del lato sud.
Esperienze uniche
Un’alba sul Batur richiede partenza notturna e guida locale. Lo sforzo è ricompensato dalla luce sulle colate e sul lago.
Per lo snorkeling suggerisco Amed (Jemeluk, Lipah e il relitto giapponese ad Aas) o Menjangan, nella riserva del Parco Nazionale Bali Barat, per acque limpide e pesci variopinti.
“Un luogo non è solo un’icona: è un insieme di gesti, tempi e rispetto.”
- Rispetta i templi: sarong e spalle coperte.
- Visita le mete note nelle fasce orarie meno affollate.
- Se il vento è forte in costa, sposta il programma sui templi interni o sui musei di Ubud.
| Luogo | Caratteristica | Momento consigliato |
|---|---|---|
| Jatiluwih | Risaie UNESCO, sistema subak | Alba o mattina |
| Uluwatu | Tempio su scogliera, scimmie | Tramonto |
| Batur | Trekking notturno per alba | Partenza ore 2–3 |
| Amed / Menjangan | Snorkeling e relitto / riserva marina | Mattino, mare calmo |
Ubud, cuore culturale: arte, foresta delle scimmie e mercati
Cammino nel cuore di Ubud e sento il ritmo lento della città antico-contemporanea. Entro dal sentiero della Campuhan Ridge Walk: un percorso dolce tra risaie e colline che disegna l’approccio migliore al centro.
Monkey Forest e Campuhan Ridge Walk
La Sacred Monkey Forest ospita macachi che vivono in gruppi sociali evidenti. Osservo senza intervenire: niente cibo, niente oggetti luccicanti.
La Campuhan Ridge Walk è ideale al mattino. Cammino piano, respiro l’aria umida e vedo la città aprirsi senza frenesia.
Palazzo Reale, musei e artigianato nei villaggi
Il Palazzo Reale e il mercato centrale svelano il ritmo della vita urbana. Tra offerte votive e botteghe capisco perché Ubud è considerata capitale culturale.
Nei villaggi attorno incontro intagliatori, tessitori e ceramisti. Compro con rispetto, riconoscendo il tempo necessario alla lavorazione.
- Caffè con vista sui campi: fermarsi è un gesto di osservazione.
- Spettacoli di danza tradizionale la sera per leggere l’isola come palco rituale.
- Muoversi a piedi nel centro è il modo migliore per sentire l’atmosfera autentica.
| Luogo | Perché andare | Consiglio pratico |
|---|---|---|
| Campuhan Ridge Walk | Passeggiata tra risaie e colline | Mattina presto, scarpe comode |
| Sacred Monkey Forest | Osservare i macachi nel loro ambiente | Niente cibo né oggetti luccicanti |
| Palazzo Reale & Mercato | Cultura, artigianato, mercato quotidiano | Portare contanti e rispetto per le offerte |
Risaie da cartolina: Jatiluwih Patrimonio UNESCO e Tegalalang
Mi fermo al margine del sentiero e leggo la logica dell’irrigazione comunitaria. Jatiluwih è riconosciuta dall’UNESCO per il sistema subak, visibile nei canali e nei terrazzamenti che tagliano il paesaggio.
Il sistema subak e i percorsi tra i campi
Arrivo all’apertura e percorro i sentieri segnalati per capire come l’acqua modella il lavoro collettivo. Le risaie qui sono un archivio vivo: canali, piccoli santuari d’argine e calendari nelle capanne raccontano stagioni e rituali.

Tegalalang, invece, è più scenografico e più affollato, con installazioni fotografiche e altalene panoramiche. Vale la pena se scelto presto o al tramonto; altrimenti preferisco i cammini lunghi di Jatiluwih.
- Buone pratiche: restare sui camminamenti e non entrare nelle parcelle coltivate.
- Osservo la vista mutevole: specchi d’acqua, nuvole rapide, vento che pettina il riso giovane.
- Consigli pratici: calzature leggere, cappello e acqua per 60–90 minuti di cammino.
Per chi desidera approfondire, una guida locale spiega la ripartizione dell’acqua e le cerimonie stagionali. Infine, alzo gli occhi verso la foresta lontana e leggo l’isola come un insieme continuo di acqua e lavoro.
Templi e spiritualità: Tirta Empul, Uluwatu e Ulun Danu sul lago
Tra sorgenti e scogliere capisco come la spiritualità modella i confini del territorio. Visito luoghi che funzionano come nodi: un tempio è insieme architettura, rito e paesaggio.
Tirta Empul e il bagno purificatore
Entro con rispetto. A Tirta Empul il sarong è spesso incluso nel biglietto e l’acqua proviene da sorgenti ritenute sacre. Si segue il percorso delle fontane solo se si è pronti a partecipare; altrimenti si osserva in silenzio.
Uluwatu tra scogliera e tramonto
Il tempio di Uluwatu è in parte inaccessibile, ma il punto di vista sul mare è potente. Attenzione alle scimmie: tengono d’occhio borse e oggetti personali.
Ulun Danu Bratan, il santuario sull’acqua
Ulun Danu è un dialogo tra architettura e lago. L’altitudine porta nebbie che trasformano i riflessi e rendono unica l’esperienza.
Gunung Kawi e le tombe scolpite
Scendo gradini tra risaie per raggiungere le candi scolpite nel tufo. Le tombe dell’XI secolo intrecciano memoria e sovranità, e richiedono passo lento e attenzione.
- Orari: Tirta Empul al mattino feriale; Uluwatu al tardo pomeriggio; Ulun Danu con cielo calmo; Gunung Kawi a metà mattina.
- Etichetta: spalle e ginocchia coperte, non puntare i piedi verso gli altari.
- Pratico: sarong spesso incluso; portare contanti per offerte.
“La visita ai templi è un esercizio di ascolto più che di fotografia.”
Spiagge e costa sud: dove rilassarsi e dove surfare
Sulla costa sud traccio un itinerario che alterna onde tecniche e insenature dove fermarsi. Qui le scogliere calcaree incontrano spiagge di sabbia chiara e onde che hanno formato generazioni di surfisti.
Per il surf
Padang Padang, Balangan e Suluban offrono onde più tecniche e tubi che attirano surfisti esperti. Dreamland e Bingin propongono vari livelli; a Kuta e Canggu le lezioni funzionano per principianti grazie alla regolarità delle onde.
Per il relax
Pandawa e Melasti sono ideali per il bagno: accessi comodi, servizi e sabbia fine. Jimbaran si anima al tramonto con cene sulla spiaggia. Nusa Dua rimane la scelta più tranquilla per famiglie e nuotatori.
Canggu, Kuta e Seminyak
Questa zona mescola beach club e nightlife. Scelgo locali dove la musica accompagna il mare senza sovrastarlo. Parcheggi e scalinate richiedono scarpe con suola stabile.
- Controllare le maree: alcune calette diventano inaccessibili.
- Usare crema reef-safe e ridurre plastica monouso.
- Ritmo suggerito: un’onda al pomeriggio, tramonto sulle scogliere e rientro lento lungo la costa.
| Tipo | Luogo | Perché |
|---|---|---|
| Surf | Padang Padang / Balangan | Onde tecniche, adatte a surfisti esperti |
| Relax | Pandawa / Melasti | Accessi comodi, sabbia chiara, servizi |
| Famiglie | Nusa Dua / Jimbaran | Mare calmo, spiaggia ordinata |
“Un pomeriggio in cui prendo un’onda e poi mi fermo al tramonto è il modo migliore per aggiungere senso al viaggio.”
Vulcani e laghi: alba sul Batur, sacralità dell’Agung e i “gemelli” di montagna
Salgo nella notte con una torcia, cercando il primo filo di luce che apre la caldera del Batur. Parto intorno alle 2:00–3:00; la salita è moderata ma richiede guida e attenzione.
In vetta l’alba disegna i profili del vulcano e il lago sottostante. Porto strati caldi: l’aria è fredda e il terreno vulcanico può essere scivoloso.
Osservo l’Agung da lontano: è la montagna madre e il complesso di Besakih sorge alle sue pendici. Suggerisco una visita a Besakih con guida locale per comprendere corti e relazioni sacre.
In tarda mattina raggiungo i laghi Buyan e Tamblingan, i “gemelli” immersi nella foresta. Le canoe e i sentieri offrono un ritmo diverso, più lento.
Sul lago Bratan torno verso Ulun Danu: la luce cambia e il complesso muta tra nebbie e riflessi. La miglior vista sui gemelli si coglie dal punto di Asah Gobleg.
“La geologia qui non è solo paesaggio: è linguaggio culturale.”
- Portare impermeabile leggero: la zona montana può sorprendere con pioggia.
- Rispetto per i sentieri e per la foresta: biodiversità e ritualità si intrecciano.
Bali nord autentica: Lovina, Pemuteran e le cascate di montagna
Nel nord l’isola cambia ritmo: la costa nera di Lovina e le montagne vicine raccontano una vita più lenta.
Lovina offre tramonti quieti e sabbia vulcanica. Scelgo di non partecipare ai tour dei delfini all’alba per rispetto degli animali e per evitare l’assembramento di barche.

Pemuteran e Menjangan
Da Pemuteran prendo la barca per Menjangan: coralli sani, snorkeling responsabile e possibilità di vedere cervi sulla spiaggia della riserva.
Munduk e le cascate
Munduk è un villaggio fresco, con sentieri tra caffè e cacao che conducono alle cascate di Munduk, Melanting e Gitgit. Gitgit resta scenografica, pur essendo più frequentata.
Banjar e il monastero
Le sorgenti Air Panas di Banjar hanno vasche tiepide (circa 37°C) che rilassano i muscoli. Salgo poi al monastero Brahma Vihara Arama: un luogo meditativo con dettagli buddhisti rari tra templi e giardini.
- Seguo centri snorkeling responsabili e piccoli gruppi.
- Protezione per il sole sempre consigliata, anche se l’atmosfera è più fresca.
- Restare in zona almeno una notte migliora l’esperienza e lascia tempo per ascoltare la foresta.
“Il nord richiede lentezza: meno traffico, più silenzi e uno sguardo attento.”
Nusa Penida, Lembongan e Ceningan: acque turchesi a un passo da Sanur
Il trasferimento verso le isole è breve, e già in navigazione capisco il diverso ritmo dell’arcipelago.
Parto da Sanur: in 30–50 minuti di fast boat raggiungo Nusa Penida. Organizzo i biglietti in anticipo se la giornata è corta.
Penida in giornata o con una notte: mante e scogliere iconiche
Su Nusa Penida scelgo poche tappe per non correre. La costa ovest raggruppa Kelingking e Broken Beach; il sud ospita Atuh e Diamond.
Snorkeling con mante va fatto solo con operatori etici: distanza di sicurezza, niente inseguimenti. Se posso, dormo una notte: all’alba i belvedere si svuotano e la Penida è più intima.
Lembongan e Ceningan: ponti gialli, baie calme e relax
Lembongan è raccolta, con spiagge e mangrovie. Ceningan, collegata dal ponte giallo, regala piccole baie e qualche salto controllato, pratico solo in sicurezza.
- Trasferimento: 30–50 minuti; preparare bagagli leggeri.
- Strade: scooter solo con esperienza; altrimenti autista locale.
- Rispetto: riporto i rifiuti, mangio nei warung del villaggio.
“Il mare torna a essere cerniera: tra isole piccole e orizzonti lunghi.”
Rientro lento verso Sanur al tramonto e conservo il desiderio di vedere bali con occhi più attenti.
Città e centri: Denpasar, Sanur e Nusa Dua per ogni stile di viaggio
Cammino per le strade di Denpasar e assorbo l’ordine quotidiano che sostiene l’isola. La città è la capitale amministrativa e mostra un volto concreto: uffici, mercati e tempi di vita che organizzano i ritmi locali.
Denpasar tra Bajra Sandhi e Pasar Badung
Al Bajra Sandhi, in Piazza Puputan Renon, entro nel museo e vedo diorami che narrano la storia. L’architettura richiama la campana rituale e offre uno sguardo sulla capitale oltre gli stereotipi.
Il Pasar Badung è il cuore del commercio: tessuti, artigianato e voci che raccontano la vita quotidiana. Passeggio con calma e acquisto con criterio per sostenere la produzione locale.
Sanur e Nusa Dua: famiglie, lunghe spiagge e mare calmo
Sanur suggerisce passeggiate al mattino: il lungomare è ideale per famiglie e per chi cerca un mare più quieto. Nusa Dua è più esclusiva, con resort curati e spiagge attrezzate per servizi comodi.
“Le città e i centri raccontano l’organizzazione sociale: mercati, scuole e spazi civici sono la base di ogni viaggio consapevole.”
- Consiglio pratico: unire queste tappe al giorno d’arrivo o di partenza per ottimizzare tempi e energie.
- Evito di guidare nelle ore di punta: traffico intenso; preferisco taxi o autista privato.
- Notare i templi di quartiere e la ristorazione autentica: pranzo tra uffici e botteghe è un assaggio di vita vera.
| Luogo | Perché andarci | Nota pratica |
|---|---|---|
| Denpasar | Capitale amministrativa, Bajra Sandhi e Pasar Badung | Visita mattutina per l’atmosfera urbana |
| Sanur | Promenade lunghe, mare calmo, adatto alle famiglie | Ideale per nuoto e passeggiate |
| Nusa Dua | Resort organizzati, spiagge curate | Servizi turistici completi, costoso ma comodo |
Quando andare e come muoversi: clima, voli e trasporti
Scelgo il calendario del viaggio prima di disegnare le tappe, perché il clima detta i ritmi del mio percorso. La stagione piovosa va da novembre a marzo; la secca da aprile a ottobre. Per equilibrio preferisco giugno–settembre; aprile, maggio e ottobre restano valide con rovesci occasionali.
Arrivo all’aeroporto I Gusti Ngurah Rai, vicino a Kuta. Dall’Italia volo con Singapore Airlines, Emirates, Qatar, Turkish, KLM, Cathay, Etihad o Oman Air. In Asia ci sono connessioni con Garuda, AirAsia, Scoot e Malindo Air. Scali comuni: Singapore, Doha, Dubai, Istanbul, Abu Dhabi e Amsterdam.
Muoversi sull’isola: non esiste una rete ferroviaria utile per gli itinerari. Trans Sarbagita copre alcune aree; per il centro e i luoghi sparsi preferisco autista privato o taxi, tenendo conto del traffico.
- Gojek e Grab funzionano bene ma hanno zone vietate.
- Guidare richiede patente internazionale e guida a sinistra; uso lo scooter solo se esperto.
- Stimo 45–90 minuti tra i principali centri; nelle ore di punta si allunga.
| Elemento | Perché | Pratica |
|---|---|---|
| Periodo | Secca vs pioggia | Giugno–settembre consigliati |
| Arrivi | Connessioni internazionali | I Gusti Ngurah Rai (Kuta); scali a Singapore/Doha/Dubai |
| Trasporti | Flessibilità e tempi | Autista privato o taxi; Gojek/Grab per brevi spostamenti |
“Pianifico meno tappe e più tempo nei luoghi: il viaggio guadagna profondità.”
Tra albe e tramonti: rallenta, sorseggia un caffè e vivi l’isola degli dei
Scelgo di chiudere il mio itinerario concedendomi tempo e silenzio, più che tappe extra. Mi concedo un’alba a Sanur: il sole emerge dal mare, l’acqua è calma e il mondo sembra ricominciare con discrezione.
Al tramonto opto per Amed o per Seminyak: i riflessi sul vulcano e la luce bassa offrono un ritmo più quieto e spazio per il cuore.
Rallento: un caffè locale sorseggiato davanti all’acqua, un taccuino, nessuna fretta. Pratiche semplici — raccogliere un rifiuto, salutare chi incontro — trasformano il viaggio in relazione.
Chiudo ogni giornata con un rito: tolgo le scarpe, sento la sabbia fresca, respiro tre volte. La natura insegna misura; prendersi spazio per il relax e l’attenzione rende ogni giornata un dono per la vita che porto nel mondo.






