Un’esclusiva MondoUomo.it e Gruppo Mondo Media: il Maestro Domenico Sepe torna nei nostri microfoni per svelare in anteprima la nascita del primo museo d’arte contemporanea subacqueo a Napoli. Un’opera destinata a farsi plasmare dall’abbraccio del mare.
Il mito che incontra la materia, la storia che si trasforma in visione contemporanea. Il 27 agosto Napoli segna un punto di svolta nel panorama artistico e culturale internazionale, accogliendo il primo parco d’arte contemporanea sommerso della sua storia. A largo del maestoso Castel dell’Ovo, nello specchio d’acqua dove secondo la leggenda è nata la città, prenderà vita un’opera monumentale firmata dallo scultore e Maestro Domenico Sepe.
Un evento straordinario che va ben oltre l’archeologia marina — come quella celebre del Parco Sommerso di Baia — portando per la prima volta l’arte d’avanguardia a fondersi in tempo reale con l’ecosistema marino.
Il legame tra Domenico Sepe e MondoUomo.it: dal podcast alle anteprime esclusive
Per noi di MondoUomo.it e per la squadra di Gruppo Mondo Media, questo evento rappresenta il coronamento di un percorso speciale condiviso con il Maestro. Ospite d’eccezione per ben due volte nel nostro video podcast A Biz Story – Focus on Fatto in Italia (in cui abbiamo approfondito il valore dell’artigianalità, dell’identità e dell’eccellenza creativa italiana), Sepe aveva già condiviso circa un anno e mezzo fa con la nostra redazione la genesi concettuale di Partenope.
Oggi siamo tornati direttamente nella sua bottega artigiana — con la troupe ed il videomaker di Gruppo Mondo Media — per documentare in anteprima esclusiva gli attimi che precedono il ritorno a mare della scultura.
I quattro elementi e l’inizio del mito
La genesi dell’opera racconta un viaggio simbolico che attraversa le forze primordiali della natura. Un percorso che il Maestro Sepe ha guidato passo dopo passo:
- Terra: la modellazione iniziale dell’argilla in bottega.
- Fuoco: la fusione in fonderia che ha dato forma e sostanza alla sirena, rappresentata come una donna moderna e contemporanea.
- Aria: l’innalzamento e la movimentazione della scultura pronta per la spedizione.
- Acqua: l’atto conclusivo che il 27 agosto vedrà la Sirena Partenope riabbracciare il mare di Napoli.
La natura come co-autrice: l’arte che non si restaura
Ciò che rende questo intervento rivoluzionario è la filosofia concettuale che vi sta alla base. Come raccontato da Sepe ai nostri microfoni:
“La mia idea è quella di far completare alla natura l’opera. I sedimenti che si andranno a creare sott’acqua non saranno rimossi e le sculture non verranno restaurate.”
Il mare, con la sua fauna e i suoi sedimenti, diventa uno scultore co-autore. L’opera d’arte non è statica ma viva, in continuo mutamento: quando e se la scultura riemergerà su terra ferma, porterà con sé tutto ciò che la vita marina le avrà donato nel tempo.
Un evento di portata internazionale
L’iniziativa ha già catturato l’attenzione della stampa e dei media di tutto il mondo. Napoli dimostra ancora una volta di non essere soltanto un custode del proprio passato glorioso, ma una fucina d’innovazione culturale in grado di lanciare progetti mai visti prima.
Noi di MondoUomo.it saremo in prima linea il 27 agosto per documentare ogni istante di questo storico evento e raccontarvelo con immagini e contenuti esclusivi.
Non perderti il video completo dell’intervista sul canale YouTube di MondoUomo.it e ascolta gli episodi di “A Biz Story – Focus on Fatto in Italia” su tutte le principali piattaforme di streaming!





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