Il pacchetto sotto l’albero non è più solo un gesto di cortesia.
Le imprese stanno riscoprendo il valore del regalo aziendale a Natale come leva commerciale, trasformando una consuetudine natalizia in un vero investimento sulle relazioni.
Ed i numeri parlano chiaro: il mercato globale del corporate gifting ha toccato 765 miliardi di dollari nel 2023 e si avvia a superare quota trilione entro fine decennio.
Dietro questa crescita c’è un cambio di mentalità profondo. Le aziende che investono in programmi di gifting strutturati registrano un aumento della fidelizzazione del 43% e oltre la metà vede crescere le vendite. L’80% delle imprese riconosce che un regalo ben calibrato rafforza concretamente i rapporti con clienti e dipendenti. Non più quindi un costo da budget amministrativo, ma un asset per il marketing e le relazioni commerciali.
L’era del cesto è finita
Il classico cesto natalizio ha fatto il suo tempo. Troppo diffuso, troppo prevedibile. Soprattutto tra professionisti e manager, dove l’asticella delle aspettative si è alzata parecchio. Giuseppe Carlucci di QuBox lo spiega senza giri di parole: “Sono così standardizzati da rendere impossibile distinguersi e farsi ricordare”.
Il mercato sta rispondendo con proposte nuove. Da un lato i gadget brandizzati di uso quotidiano – borracce, powerbank, kit da ufficio – che tengono vivo il ricordo del marchio nel tempo.
Dall’altro esperienze premium studiate su misura, dove packaging sartoriale e prodotti selezionati parlano di cura e attenzione verso il singolo destinatario.
La personalizzazione è diventata la parola chiave. Non basta più stampare un logo: le aziende più attente aggiungono il nome, una dedica, un riferimento all’evento o alla storia condivisa con quel cliente. Un segnale che trasforma il dono da generico a personale, da formale a memorabile.
Sostenibilità senza compromessi, anche per i regali aziendali
Il rispetto per l’ambiente non è più un’opzione ma un requisito. Oltre il 70% delle persone preferisce brand che dimostrano sensibilità ambientale, e il 60% dei clienti business ne tiene conto nelle decisioni. Questa attenzione si riflette nella scelta dei materiali: bambù, RPET, carta riciclata, acciaio inox. Meno plastica monouso, più prodotti che durano.
Tra le novità più interessanti ci sono i gadget con semi piantabili. Matite, cartoline, quaderni che dopo l’uso possono essere piantati per far nascere una pianta o un fiore.
Un segmento che vale già 143 milioni di dollari e che raddoppierà entro il 2030. Sono regali che raccontano i valori aziendali meglio di qualsiasi claim pubblicitario, unendo utilità immediata e messaggio simbolico.
Anche la tecnologia si adegua. Powerbank, speaker Bluetooth e caricatori wireless vengono ora prodotti con materiali riciclati ed ecologici. Il risultato è un equilibrio nuovo tra innovazione e responsabilità, dove il destinatario riceve un oggetto utile senza sentirsi parte del problema ambientale.
Design e funzionalità al primo posto
L’estetica conta, ma non basta. I regali che funzionano davvero sono quelli che entrano nella routine quotidiana: tazze riutilizzabili, zaini da lavoro, lunch box in materiali naturali. Oggetti pensati per durare e per essere usati, che mantengono il brand visibile senza essere invadenti.
Il packaging gioca un ruolo fondamentale. Deve proteggere, presentare bene il prodotto, ma anche essere coerente con il messaggio di sostenibilità. Nastri, sigilli, tag, lettere personalizzate: ogni dettaglio contribuisce a costruire l’esperienza del dono. È in questi particolari che si misura la differenza tra un regalo generico e uno pensato con attenzione.
I kit coordinati sono un’altra risposta efficace. Taccuino, penna e borraccia insieme formano un set omogeneo che accompagna chi lavora da remoto o viaggia spesso. Anche qui, la coerenza con l’identità aziendale e la qualità dei materiali fanno la differenza tra un oggetto che finisce in un cassetto e uno che viene effettivamente utilizzato.
Il ritorno dell’investimento
Che il regalo aziendale funzioni lo dicono i dati. L’80% dei consumatori ricorda il marchio dei gadget promozionali ricevuti nell’ultimo anno, e quasi la metà li conserva per oltre dodici mesi. Questo significa visibilità prolungata a un costo relativamente contenuto rispetto ad altre forme di advertising.
Il 65% delle aziende dichiara un ritorno positivo sugli investimenti in corporate gifting, mentre il 55% dei destinatari sviluppa un maggiore coinvolgimento verso il brand.
Numeri che spiegano perché il 75% delle imprese sceglie di fare regali ai propri clienti e partner, anche se solo una su tre si impegna davvero a cercare soluzioni originali.
È qui che si apre lo spazio per chi vuole distinguersi. In un mercato che vale quasi mille miliardi di dollari, l’occasione per lasciare il segno c’è. Basta uscire dall’ordinario, curare i dettagli e ricordarsi che il destinatario non è un numero in un database ma una persona con gusti, valori e aspettative precise.
Il regalo aziendale durante il Natale 2025 non sarà più solo una strenna dunque, bensì un linguaggio, un modo per comunicare chi sei come azienda e cosa rappresenti. Chi lo capisce e lo fa bene, costruisce relazioni che vanno ben oltre la stagione delle feste.






