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Scoprilo a € 5,99La vita e il pensiero di Rosario Livatino arrivano sul piccolo schermo con la regia di Michele Placido. Il racconto della breve esistenza di un uomo di legge, che si è distinto per lealtà e spirito di abnegazione
Ci sono uomini che scelgono di lavorare per vivere, seguendo un’aspirazione personale o un’ attitudine. E poi ci sono uomini che scelgono di vivere per lavorare, seguendo una missione e lasciando negli altri un esempio di onestà e sacrificio. Rosario Livatino, giovane magistrato siciliano, rientra in quella categoria di persone che hanno deciso di fare un lavoro, diventato poi la propria ragione di vita. Non è stato solo un magistrato, un uomo di legge che ha seguito processi ed emesso condanne; Livatino è stato una persona che ha cercato di riportare bellezza e lealtà nella sua terra. Per lui, la sua professione non era legata ad un luogo fisico. Il suo lavoro è andato ben oltre il suo studio in Procura e le aule di Tribunale, ma ha coinvolto l’intero territorio e le persone che lo abitavano.
In meno d quattro decenni di vita, Rosario Livatino agito per il bene della sua terra, non limitandosi a svolgere bene il proprio lavoro, ma andando a fondo, scavando nelle pieghe di un sistema di corruzione ed omertà. Al silenzio, all’assenza, alle alleanze per secondi fini, ha preferito la lotta civile, servendosi della giustizia per rendere la sua terra un luogo libero dal giogo della mafia.
Michele Placido porta in tv la vita del magistrato agrigentino, ucciso dalla mafia nel settembre 1990. A trentasei anni di distanza dalla sua morte, l’attore e regista pugliese ha deciso di raccontare una storia ancora troppo poco conosciuta.
Chi era Rosario Livatino
Nato il 3 ottobre 1952 a Canicattì in provincia di Agrigento. Fin dai primi anni di vita mostra una forte fede cattolica, che lo accompagna nel suo percorso professionale. Dopo aver terminato gli studi in Giurisprudenza ed aver superato il concorso in magistratura, Rosario Livatino viene assegnato prima al tribunale di Caltanissetta e dopo di Agrigento.
Con la sua carriera in magistratura ha inizio la sua lotta civile e sociale contro la rete di corruzione territoriale, che coinvolge imprenditori e politici dell’agrigentino. Livatino segue una linea rigida, con l’obiettivo di arrivare al culmine della piramide di concussione, fra mazzette e scambi di favore.
Indagine dopo indagine, processo dopo processo, il giovane magistrato attira l’attenzione dei suoi nemici, che ne decretano la condanna a morte. Perché chi va contro la mafia, chi si impegna attivamente per ripristinare regole e sani principi, difficilmente riesce a sopravvivere.
L’omicidio
Rosario Livatino viene assassinato il 21 settembre 1990, lungo la strada statale che collega Caltanissetta ad Agrigento da un gruppo di sicari assoldati dalla stidda agrigentina. Dopo un primo tentativo di fuga, viene freddato dai killer con diversi colpi di pistola. Un omicidio che pone fine alla sua vita, prima ancora che compisse 38 anni, ma non alle sue idee.
Il suo spirito di sacrificio civile e la sua fede hanno fatto si che la Chiesa lo proclamasse beato il 9 maggio 2021. Livatino è il primo magistrato beato della Chiesa cattolica, ed è stato nominato patrono dei magistrati.
Michele Placido racconta Rosario Livatino
Un artista, con un percorso artistico che spazia dal teatro al cinema, quale Michele Placido ha scelto di raccontare l’esistenza di questa figura così importante per la storia del Paese. Le vicende di Rosario Livatino, nonostante la beatificazione, sono ancora poco conosciute dalla comunità italiana. Ed è proprio questa la forza motrice che ha spinto l’attore e regista pugliese a realizzare una serie televisiva incentrata sulla vita del giovane giudice.
Due appuntamenti serali, in onda su Rai1, che portano in scena il fervente senso di fede di Rosario, ma anche il suo desiderio di regalare al prossimo qualcosa di prezioso: la libertà dalla tirannia della criminalità organizzata.

“Livatino, il giudice e i suoi assassini”
La serie televisiva diretta da Michele Placido ha un nome che evoca il file rouge narrativo: “Livatino, il giudice e i suoi assassini”. Il regista ha scelto di concentrare la macchina da presa non solo sul magistrato agrigentino, ma anche su coloro che hanno decretato la sua condanna a morte. Non è solo il racconto delle vicende personali di un uomo di legge, ma anche la discrimina di una rete di connessioni segnate dalla disonestà e dal desiderio di prevalere sull’altro.
Placido, tuttavia, si concentra su Livatino, che nella trasposizione televisiva ha il corpo e la voce di Giuseppe De Domenico. Classe 1993, l’attore messinese ha già all’attivo numerose esperienze cinematografiche e televisive. Nell’opera firmata da Placido, De Domenico ha modo di portare in scena un personaggio realmente esistito, con lo scopo di diffondere la sua storia fra il pubblico italiano.
“Livatino, il giudice e i suoi assassini” andrà in onda sulla prima rete il 9 e il 10 novembre. Presenti nel cast anche attori di grande talento come Nino Frassica e Ninni Bruschetta.









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