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Nasce l’Albo Nazionale delle Attività Storiche: il MIMIT blinda il cuore del Made in Italy.

Ogni bottega artigiana, ogni negozio di quartiere e ogni storico caffè che ha resistito al correre dei decenni non rappresenta una semplice attività commerciale.

È, prima di tutto, un presidio di identità, un custode di saperi tramandati e un fulcro della memoria collettiva italiana.

Oggi, questo patrimonio culturale e produttivo ottiene finalmente il massimo riconoscimento istituzionale.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 131 del 9 giugno 2026) del Decreto Interministeriale del 7 maggio 2026, firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) di concerto con il Ministero del Turismo, nasce ufficialmente l’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici.

Un passaggio normativo epocale, previsto dal D.Lgs. n. 219/2024, strutturato per censire, tutelare e lanciare nel futuro le radici della nostra economia di prossimità.

Cos’è l’Albo Nazionale delle Attività Storiche?

L’Albo Nazionale delle Attività Storiche è il registro ufficiale istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per censire, tutelare e valorizzare i negozi tradizionali, le botteghe artigiane e gli esercizi pubblici (come bar e ristoranti) che possiedono un forte legame storico e culturale con il territorio italiano.

Quali attività possono iscriversi all’Albo Nazionale delle Attività Storiche?

L’Albo si rivolge a tre macro-categorie di esercizi con continuità di attività:

  1. Negozi tradizionali: attività commerciali con un legame profondo con la comunità locale.
  2. Botteghe artigiane: laboratori custodi di antichi saperi e tradizioni manifatturiere.
  3. Esercizi pubblici storici: bar, ristoranti, caffè e locali d’epoca che fungono da punti di riferimento sociale.

Quali sono i requisiti per le “Attività Storiche di Eccellenza”?

Per accedere alla sezione speciale delle “Attività Storiche di Eccellenza” sono richiesti:

  • Almeno 70 anni di storia documentata e continuità di esercizio.
  • Conservazione dell’aspetto storico, degli arredi originali e degli elementi architettonici di pregio.
  • Una conduzione spesso a carattere familiare, portatrice di un valore qualitativo eccezionale.

La struttura dell’Albo: Sezione Ordinaria e Sezione Speciale

L’Albo Nazionale, gestito operativamente dal MIMIT, non parte da zero ma si coordina con il territorio. È strutturato in due macro-aree:

  • La Sezione Ordinaria: include le attività commerciali e le botteghe già riconosciute a livello locale. I Comuni e le Regioni avranno il compito di trasmettere i propri elenchi entro 120 giorni dall’entrata in vigore delle modalità attuative, garantendo un’iscrizione automatica “di diritto” a chi possedeva già lo status locale. L’aggiornamento del registro nazionale avverrà su base annuale.
  • La Sezione Speciale di Eccellenza: il vero e proprio “gotha” dell’artigianato e del commercio italiano. Qui trovano spazio le realtà con almeno 70 anni di storia ininterrotta, un patrimonio architettonico d’interni intatto e un’eccellenza qualitativa riconosciuta.

Per fluidificare il coordinamento istituzionale, la norma prevede la nascita di un Comitato misto paritetico composto da delegati del MIMIT, del Ministero del Turismo, delle Regioni e dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Valore Economico e Turismo Esperienziale: le Botteghe come “Beni Immateriali”

Il decreto compie una vera rivoluzione copernicana: le botteghe storiche non vengono più trattate unicamente come “attività economiche soggette a licenza”, ma vengono elevate a beni immateriali d’Italia.

Questa transizione apre le porte a tutele specifiche e, soprattutto, a una forte spinta in chiave turistica. Il Ministero del Turismo, insieme all’ENIT, curerà infatti gli aspetti promozionali inserendo i circuiti delle botteghe storiche all’interno del portale ufficiale Italia.it.

L’obiettivo è intercettare i flussi del turismo esperienziale internazionale: il viaggiatore moderno non cerca solo il monumento, ma vuole toccare con mano l’autenticità. Entrare in una sartoria d’epoca, cenare in un ristorante centenario o acquistare manufatti in una bottega d’arte orafa diventa l’esperienza centrale del viaggio in Italia.

Il commento di MondoUomo.it: Verso un fondo ad hoc per il passaggio generazionale

L’istituzione dell’Albo è una vittoria per le associazioni di categoria (in prima fila Confcommercio e Fipe), che da anni chiedevano una regia unica e nazionale per superare la frammentazione delle normative regionali.

Tuttavia, come sottolineato dagli operatori del settore, l’Albo deve essere il punto di partenza, non di arrivo. La vera sfida del Made in Italy risiede nella capacità di favorire il passaggio generazionale e l’innovazione sostenibile di queste attività, senza snaturarne l’anima antica. Il mercato si aspetta ora la creazione di un fondo economico dedicato, capace di azzerare o ridurre i pesi fiscali su chi tutela le nostre tradizioni e di finanziare il restauro conservativo dei locali storici.

Perché difendere una bottega storica significa difendere l’essenza stessa delle nostre città e la dignità del lavoro artigiano italiano.

Fonti ufficiali citate: Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Ministero del Turismo, Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2026, Decreto Legislativo 219/2024. MIMIT – Botteghe Storiche

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