A Roma, presso la Camera dei Deputati, Confindustria Accessori Moda e Confindustria Moda hanno svelato un ambizioso Piano Strategico Nazionale da 4 miliardi di euro per rilanciare il settore moda italiano, minacciato da crisi globali, concorrenza sleale e costi energetici alle stelle.
Presentato il 16 aprile 2026 alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il piano mira a invertire una traiettoria di declino, puntando su innovazione, transizione green e competitività internazionale.
Sfide e Prospettive del Settore
Il Made in Italy, simbolo di eccellenza artigianale e creatività, affronta un 2025 difficile con un fatturato di 93,3 miliardi di euro in calo del 2,7%, ma il 2026 promette una ripresa dell’1% attestandosi a 94,24 miliardi secondo le stime della Camera Nazionale della Moda Italiana.
Il piano risponde a urgenze come l’inflazione energetica, la concorrenza asiatica e la frammentazione delle filiere, proponendo investimenti mirati per generare 30 miliardi di fatturato aggiuntivo, 57.000 nuovi posti di lavoro, sostegno a 6.200 aziende, 8,7 miliardi di PIL extra e 11,5 miliardi di gettito fiscale.
Pilastri del Piano Strategico
Le linee guida, allineate al Libro Bianco “Made in Italy 2030” del Ministro Urso, ruotano attorno a sette assi principali. Primo, incentivare innovazione e investimenti attraverso il Piano Transizione 5.0, con 10 miliardi nei prossimi tre anni, contratti di sviluppo e Fondo di Garanzia PMI. Secondo, sviluppare welfare aziendale per attrarre talenti; terzo, spingere marketing ed internazionalizzazione per conquistare mercati emergenti.
La transizione digitale e green è cruciale: crediti d’imposta per campionari, sostegno a fibre tessili riciclate e flessibilità creditizia aiuteranno le PMI a competere.
Infine, potenziare istruzione, formazione e riduzione costi energetici, con misure dal Tavolo Moda istituito all’inizio della legislatura. “Solo filiere integrate vincono le sfide globali”, ha enfatizzato Urso, lodando la sintonia con strategie governative.
Impatto sul Lifestyle Maschile di Lusso
Per il pubblico di MondoUomo.it, questo piano è una boccata d’ossigeno per il guardaroba maschile di alta gamma. Marchi iconici come Zegna, Loro Piana e Kiton beneficeranno di innovazione sostenibile, garantendo pellami, tessuti e finiture etiche senza compromessi sullo stile.
L’internazionalizzazione rafforzerà l’export, portando in Oriente cravatte in seta comasca e scarpe sartoriali marchigiane, mentre il welfare aziendale formerà artigiani 4.0 per personalizzazioni su misura.
Il presidente di Confindustria Accessori Moda, Sburlati, ha lanciato un appello al Parlamento: “Sostenere questo piano significa difendere un asset nazionale; ignorarlo equivale a condannare la manifattura italiana”. In un’era di fast fashion, il Made in Italy riafferma il lusso autentico: eterno, responsabile, irresistibile.
Prossimi Passi e Ottimismo
Il governo ha già stanziato 250 milioni nel 2025 per sostenibilità e digitalizzazione, preludio a questo piano epocale. Con il supporto trasversale di imprese ed istituzioni, il settore moda – motore di stile e occupazione – è pronto a una “ripartenza lenta ma strutturale”, focalizzata su retail alto di gamma e mercati esteri. Per gli uomini che scelgono qualità italiana, il futuro brilla: più innovazione, meno barriere, stile ineguagliabile.



