Al Maradona si chiude sullo 0-0 la sfida di Champions League tra Napoli ed Eintracht Francoforte.
Una partita intensa, tatticamente equilibrata, che conferma la crescita difensiva della squadra di Antonio Conte, ma lascia aperte domande sulla sua capacità di finalizzare.
Primo tempo: controllo del gioco, ma poca incisività
Il Napoli parte con decisione, sostenuto da un possesso palla ordinato e da un pressing efficace nei primi venti minuti. Elmas è il più attivo sulla corsia sinistra: salta l’uomo, crea superiorità e impegna Zetterer con due conclusioni dalla distanza.
L’Eintracht fatica a superare la metà campo, ma con il passare dei minuti trova maggiore compattezza. Gli azzurri insistono sull’asse Anguissa-Elmas, senza però trovare spazi utili per Hojlund, isolato tra i centrali tedeschi.
Il primo tempo si chiude con un predominio territoriale del Napoli, che però non riesce a rendersi realmente pericoloso.
Ripresa: equilibrio ed occasioni mancate
Nel secondo tempo la partita si apre. L’Eintracht prova ad alzare il baricentro e trova qualche spazio con Gotze e Knauff. Milinkovic Savic è attento sulle poche iniziative avversarie, mentre Conte cambia volto alla squadra inserendo Neres e Lang per aumentare il ritmo sulle fasce.
Il Napoli costruisce le occasioni migliori: al 76’ Elmas serve Anguissa, che da ottima posizione calcia a lato. All’83’ McTominay, su assist dello stesso Anguissa, spreca la più nitida palla gol calciando alto sopra la traversa.
Nel finale gli azzurri ci provano con Hojlund, ma Zetterer respinge in due tempi.
Napoli – Eintracht: 0 a 0 | Analisi tecnica
Il Napoli conferma una fase difensiva solida. Buongiorno e Rrahmani controllano bene Burkardt, mentre Di Lorenzo e Gutierrez spingono con continuità senza lasciare varchi.
La squadra mostra una buona organizzazione nel recupero palla, ma fatica ancora nella transizione offensiva: i movimenti di Hojlund non sono sempre sincronizzati con quelli dei centrocampisti e la rifinitura resta prevedibile.
Conte mantiene il 4-1-4-1 fino al termine, segnale di una volontà di controllo più che di rischio.
I protagonisti
- Elmas: il più vivace, crea costantemente situazioni pericolose
- Anguissa: grande energia, ma poca precisione nell’ultimo passaggio
- Milinkovic Savic: sempre concentrato, sicuro nelle uscite
- Hojlund: generoso, ma poco incisivo nei duelli.






