La storica casa editrice milanese Hoepli, fondata nel 1870, ha approvato lo scioglimento volontario e la messa in liquidazione l’10 marzo 2026, segnando un duro colpo all’editoria cartacea italiana.
I soci hanno citato risultati negativi, un mercato librario in crisi e conflitti interni come motivi principali.
Crisi Profonda del Settore
Hoepli, con 156 anni di storia e una celebre libreria in via Hoepli, rappresenta l’ennesima vittima di un declino inevitabile. Il passaggio al digitale ha eroso le vendite di libri fisici, mentre costi elevati e aggregazioni di mercato hanno falcidiato le realtà indipendenti. Circa 90-100 dipendenti rischiano il posto, dopo cassa integrazione e scioperi simbolici.
Reazioni e Prospettive
Lavoratori e sindacati hanno protestato con uno sciopero il 10 marzo e un flash mob previsto per il 14 marzo davanti alla libreria. Il sindaco Giuseppe Sala ha definito Hoepli un “patrimonio culturale” di Milano, auspicando responsabilità condivisa. Giovanni Nava, un socio dissidente, promette battaglia per salvare l’azienda, anche frazionata.
Impatto sul Mercato Maschile
Per un pubblico maschile attento a cultura, tecnologia e lifestyle, la chiusura di Hoepli significa perdere un baluardo di manuali tecnici, scientifici e dizionari – risorse cartacee insostituibili per professionisti e appassionati. L’editoria fisica, già indebolita da e-book e AI, subisce qui un colpo fatale, spingendo verso un futuro solo digitale. Resta da vedere se il catalogo storico sarà preservato o disperso.



