Il mondo dell’aerospazio ha vissuto un nuovo capitolo storico; SpaceX ha completato con successo il dodicesimo volo di prova di Starship (Flight 12), un lancio cruciale che ha segnato il debutto ufficiale della “Version 3” (Block 3), la nuova generazione del sistema di lancio più grande e potente mai costruito dall’uomo.
Decollato dalla nuova piattaforma Pad 2 di Starbase, a Boca Chica in Texas, il mastodontico vettore ha dimostrato che la strada verso la Luna e Marte è ormai tracciata, introducendo innovazioni tecnologiche radicali destinate a ridefinire i parametri dei viaggi orbitali.
La Version 3 di Starship non è semplicemente un aggiornamento, ma una vera e propria riprogettazione strutturale concepita per massimizzare l’efficienza e la rapidità di riutilizzo.
Tra le novità più evidenti spiccano i motori Raptor 3, capaci di esprimere una spinta impressionante di 250 tonnellate ciascuno a livello del mare (rispetto alle 230 precedenti), con un’architettura più pulita e priva di tubazioni esterne complesse, che ne facilita la produzione di massa. Anche il primo stadio, il booster Super Heavy, si è presentato modificato, adottando tre sole alette a griglia (grid fins) di dimensioni maggiori rispetto alle quattro tradizionali e un condotto di trasferimento del carburante ottimizzato.
Il test di volo è stato una dimostrazione di resilienza ingegneristica.
Durante l’ascesa nominale, uno dei 33 motori del Super Heavy si è spento prematuramente, ma il sistema ha compensato la perdita senza compromettere la traiettoria.
Dopo la spettacolare separazione a caldo (hot-staging), la navetta Starship (Ship 39) ha affrontato un’ulteriore anomalia con la perdita di uno dei motori Raptor Vacuum. Nonostante l’imprevisto, il computer di bordo ha fatto bruciare i propulsori rimanenti più a lungo, stabilizzando il veicolo su una traiettoria suborbitale corretta. Questo scenario di engine-out superato con successo rappresenta un traguardo fondamentale per la futura certificazione del volo umano, provando che la navetta può garantire la massima sicurezza agli astronauti anche in caso di guasti multipli.
Una volta nello spazio, Starship ha completato uno dei suoi obiettivi primari: l’apertura del nuovo portellone di carico (il cosiddetto sistema “pez dispenser”) e il rilascio di 22 simulatori di carico utili dei satelliti Starlink V3.
Una menzione d’onore va all’esperimento ottico di ultima generazione: due satelliti modificati hanno scansionato lo scudo termico della navetta durante il volo orbitale, trasmettendo immagini ad altissima risoluzione per analizzare in tempo reale l’integrità delle piastrelle ceramiche in vista dei futuri rientri e recuperi a terra.
Mentre il booster Super Heavy ha chiuso la sua corsa nel Golfo del Messico con un ammaraggio transonico ad alta velocità, la Ship 39 ha affrontato lo stress termico del rientro atmosferico guidata da flap riprogettati. Le immagini live hanno mostrato uno scudo termico quasi perfetto, culminato con un ammaraggio controllato nell’Oceano Indiano.
Con il Flight 12, Elon Musk e il team di SpaceX non solo avvicinano la NASA al ritorno sulla Luna con il programma Artemis, ma aprono la strada alla commercializzazione dello spazio profondo con una flotta V3 che punta, entro la fine dell’anno, alla totale e rapida riutilizzabilità.
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