Una svolta storica, arrivata sul filo del rasoio dopo ore di drammatica tensione geopolitica.
Gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno raggiunto un accordo di pace definitivo che prevede la cessazione immediata e permanente di tutte le operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano.
L’annuncio, che ridisegna completamente gli equilibri del Medio Oriente, è arrivato via social dal presidente statunitense Donald Trump: “L’accordo con l’Iran è concluso. Autorizzo pienamente l’apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e l’immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”.
Il raid a Beirut rischia di far saltare tutto
La firma del memorandum d’intesa, inizialmente prevista per il pomeriggio, è stata ritardata di qualche ora a causa di un improvviso attacco dell’esercito israeliano (IDF) che ha colpito Dahieh, la roccaforte di Hezbollah a Beirut.
Il raid ha scatenato la reazione durissima di Trump. In un’intervista ad Axios, il tycoon non ha nascosto la sua rabbia nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Ha scombussolato tutto, ha ritardato la firma di qualche ora. Perché Bibi ha dovuto fare un fottuto attacco? Non ha un cao di giudizio”. Fonti di Tel Aviv descrivono i funzionari israeliani come “sbalorditi” dalle critiche pubbliche di Washington, vissute come un vero e proprio “schiaffo in faccia” che rischia di limitare la libertà d’azione militare di Israele. Nel frattempo, per timore di una rappresaglia missilistica da parte di Teheran, il gabinetto di sicurezza israeliano si è dovuto riunire d’urgenza in un bunker sotterraneo.
I termini dell’intesa e la gestione di Hormuz
Nonostante le forti frizioni con l’alleato israeliano, i canali diplomatici – facilitati dai mediatori del Qatar e del Pakistan – hanno retto. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha confermato l’accordo parlando di una decisione che mette fine alla guerra. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars News, è stato stabilito che il traffico marittimo strategico attraverso il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz sarà d’ora in avanti regolato dall’Iran, in stretto coordinamento con l’Oman.
In cambio del cessate il fuoco e della rinuncia momentanea a rispondere al raid su Beirut, Trump ha garantito l’immediata revoca del blocco economico e navale contro i porti iraniani. Per quanto riguarda lo spinoso dossier del programma atomico di Teheran, il presidente USA ha preso tempo, dichiarando al Wall Street Journal: “Della polvere nucleare ci occuperemo tra uno o due mesi, quando saremo pronti a intervenire. Non c’è fretta”.
Appuntamento venerdì in Svizzera
Mentre a Teheran si registrano le prime manifestazioni di dissenso da parte di frange della popolazione contrarie a scendere a patti con l’Occidente, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha difeso la scelta: “Non ci inchiniamo davanti a nessuna potenza, ma siamo responsabili davanti al popolo iraniano”.
La strada verso la formalizzazione del trattato è ormai tracciata. Come annunciato dal premier pakistano Shehbaz Sharif, i rappresentanti ufficiali delle due nazioni si incontreranno venerdì 19 giugno in Svizzera per la cerimonia di firma ufficiale del trattato di pace. Da quel momento, si aprirà una finestra di 60 giorni di negoziati serrati per definire i dettagli tecnici ed economici della convivenza tra Washington e Teheran.
Fonte di Redazione: CNN
Approfondimento.
Dopo 106 giorni di guerra che hanno lasciato sul campo oltre 3.600 morti iraniani e più di 15.000 militari USA e israeliani feriti, il Medio Oriente respira finalmente un sospiro di sollievo. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth Social che l’accordo tra Stati Uniti e Iran sarà firmato oggi elettronicamente (14 giugno, suo 80° compleanno) e in una settimana in Europa.
I punti chiave dell’intesa
Il memorandum d’intesa, dato per «concordato» da fonti negoziali, impone lo stop immediato e permanente delle ostilità su ogni fronte, Libano incluso. Tra le cláusole principali:
La tensione con Israele
La firma è stata però ritardata di qualche ora dopo che Israele ha attaccato Beirut questa mattina, causando 3 morti e 15 feriti. Trump ha attaccato duramente il primo ministro Benjamin Netanyahu: «Non ha un c…. di giudizio, ha fatto tardare la firma».
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha però smentito che la firma avverrà oggi, dicendo «certamente non avverrà». L’agenzia Fars conferma: «nessun accordo sarà sicuramente firmato nei tempi annunciati da Trump».
Perdite del conflitto
La guerra d’Iran, detta anche terza guerra del Golfo, ha iniziato il 28 febbraio 2026 con un’operazione militare congiunta USA-Israele:
- Iran: 3.636 morti (1.701 civili, 1.221 militari) + 26.500+ feriti
- USA e Israele: 6.000+ militari morti + ~15.000 feriti
- Libano: 3.756 morti + 1,2 milioni di sfollati
Il nodo nucleare irrisolto
Resta il capitolo più controverso. L’agenzia iraniana Irna sostiene che non è stato raggiunto alcun accordo sul nucleare, mentre un alto funzionario della Casa Bianca afferma che Teheran avrebbe accettato di smantellare il programma nucleare e distruggere le scorte di uranio arricchito. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha spiegato che la discussione è stata rinviata alla seconda fase di 60 giorni.
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