La salute mentale è anche una cosa da uomini!
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Da sempre lo spirito del nostro magazine pone sotto i riflettori l’universo maschile in tutte le sue mille sfaccettature e la salute non fa eccezione.
Pertanto in prossimità del 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale, e con l’avvicinarsi del Movember – l’iniziativa dedicata alla prevenzione e alla salute maschile – ci preme affrontare un argomento tanto delicato quanto importante. Stiamo parlando proprio della salute mentale maschile, tema ancora poco dibattuto, soprattutto rispetto alla sua rilevanza sociale.
Se è vero, infatti, che oggi è molto più semplice parlare di malattie mentali, è vero anche che di solito se ne discute in contesti collegati a donne e bambini. Anche dal punto di vista puramente scientifico, notiamo che la ricerca si sofferma molto di più sulle donne, in quanto maggiormente soggette ai disturbi mentali.
Sarebbero poi gli stessi uomini ad essere frenati nel rivolgersi ad un professionista quando il malessere psicofisico o i segni di uno squilibrio mentale insorgono.
Salute mentale: dal malessere psicofisico alle malattie mentali.
Sembra scontato ma va precisato che non è facile in alcune circostanze rilevare uno stato di salute mentale precario. Il malessere può essere infatti dissimulato in vari modi. Una ferita o un taglio sulla pelle sono visibili anche ad occhio nudo, mentre i sintomi che manifestano un disagio mentale possono anche non essere così evidenti.
Cambiamenti di umore, sentimenti d’inadeguatezza o vergogna, isolamento sociale o alterazione della realtà tendono ad essere confusi con tratti distintivi del carattere, soprattutto quando si presentano in forma lieve. Dunque, se non è il soggetto in primis o chi lo circonda a mettere in dubbio l’equilibrio mentale, diventa quasi impossibile abbracciare la risoluzione del problema, che parte sempre da un incontro con un professionista.
A ciò si aggiunga che l’argomento in questione ha davvero mille implicazioni e per questo, prima di affrontare in dettaglio il modo in cui l’uomo moderno vive tale condizione, occorre fare una distinzione tra disturbo mentale e malattia mentale.
Il primo segna uno stato di malessere perlopiù momentaneo, che può essere legato ad un periodo difficile della vita. Tale condizione può essere superata con il supporto di uno specialista e l’adozione di strategie comportamentali ben precise, che consentono di migliorare la propria situazione sociale. La malattia mentale, invece, può essere attinente ad un malfunzionamento dell’organismo e viene diagnosticata con strumenti appositi.
Va detto che sia i disturbi che le malattie mentali possono avere sintomatologie diverse e livelli di gravità differenti. In entrambe i casi il soggetto vive in uno stato di sofferenza difficile da affrontare soprattutto senza il supporto di una persona competente in materia. Tuttavia nel caso degli uomini, il disagio è amplificato da una serie di stereotipi e pregiudizi che anche inconsciamente gli impongono di apparire sempre in un certo modo.
Salute mentale e differenza di genere oggi.
Raggiungere una condizione di equilibrio della propria salute mentale, sia che questo significhi scandagliare le cause del proprio malessere sia che implichi intraprendere una terapia ad hoc per la propria patologia, rimane di certo un diritto di uomini e donne. Del resto seppur con delle differenze entrambi i generi si trovano a fare i conti con problemi legati alla salute mentale.
Al riguardo dall’ultimo Rapporto stilato dal Ministero della salute, risalente al 2022, emerge infatti che nelle persone di sesso maschile prevalgono le diagnosi di ritardo mentale, disturbi schizofrenici o altri disturbi legati all’abuso di sostanze. Nelle donne, invece, le diagnosi interessano maggiormente disturbi nevrotici, affettivi e depressivi.
Questo dato va letto però in concomitanza con quello rilevato in un altro studio, condotto lo scorso anno da BVA doxa per conto di Serenis, la piattaforma che offre consulenze di psicoterapia online. In tal caso si rileva che il 63% degli uomini rifiuta la psicoterapia.
Insomma la reticenza degli uomini ad ammettere di avere un disagio mentale compromette in qualche modo anche l’accuratezza dei dati che abbiamo a disposizione. Restano ancora nell’oblio cioè tutti coloro che rifiutano l’idea di aver bisogno di aiuto.
Eppure una riflessione sul piano sociale è doverosa soprattutto considerando che la maggior parte dei suicidi afferisce proprio a persone di genere maschile.
Perché gli uomini non ammettono di avere un problema di salute mentale?
Nonostante il tema sia stato negli ultimi anni spesso sdoganato sia da star internazionali che nostrane, permane anche inconsciamente nella nostra società un concetto di mascolinità che vuole l’uomo sempre inossidabile e fiero di sé.
Ancora oggi la società, insieme alla sua concezione gerarchica, impone all’uomo aspettative elevate che lo pongono come figura dominante in ambito sessuale, lavorativo e familiare. Questo genera inevitabilmente grande senso d’insoddisfazione. Il pregiudizio che concepisce l’uomo come autorevole, o quantomeno sicuro di sé per natura, non fa altro che intrappolarlo in meccanismi che lo portano spesso a dover nascondere la sua emotività e fragilità.

L’uomo che non deve chiedere mai in verità non esiste. È un’immagine idealizzata che, innegabilmente, ha il suo fascino. Perseguire tale ideale, con la compiacenza della società, può portare a meccanismi perversi e autodistruttivi.
Ecco allora che l’idea stessa di avere un disagio o una malattia psichica non può essere tollerata, perché nel farlo si ammette implicitamente di avere delle debolezze. A ciò si aggiunge la difficoltà di dover condividere il problema con qualcun altro. Imbarazzo e vergogna in alcuni casi prendono il sopravvento sul desiderio di guarire.
Del resto ognuno di noi può riscontrare delle differenze anche valutando la percezione collettiva di certe situazioni. Quando ad esempio si pensa ad un rapporto tossico, si tende ad immaginare che vittima di abusi o atteggiamenti narcisistici sia sempre una lei, ma ci sono anche circostanze in cui lei è il carnefice e lui è la vittima.
Seppure in percentuale minore, anche gli uomini subiscono violenza fisica e psicologica, ma al riguardo i dati in nostro possesso risalgono a ricerche datate. Anche questo è il segno di una minore sensibilità verso il problema.
Una nuova rappresentazione dell’uomo.
Lo sforzo che ognuno di noi dovrebbe fare, anche magari con il supporto di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso l’argomento, è innanzitutto sforzarsi di non cadere in tali stereotipi nella vita di tutti i giorni.
Partendo dalla concezione che mostrarsi fragili è da persone forti, il nostro invito a chiedere un aiuto anche esterno è oggi più che mai rivolto sia all’uomo che alle donne che vivono in uno stato di malessere psicologico sia alle persone che li circondano.
Il benessere della salute mentale è, infatti, un bene prezioso che va perseguito da tutti indistintamente al pari del diritto alla felicità. Peraltro una nuova rappresentazione dell’uomo, libero da stereotipi di genere, è necessaria anche per le generazioni future, che sentono con maggiore veemenza l’esigenza di esprimere liberamente la propria personalità.
Siamo certi che già rimettere in discussione il concetto di “mascolinità” possa rilevarsi un ottimo primo passo per chi è restio a rivolgersi ad un professionista in caso di malessere psicologico. Segnerebbe anche un primo step nel percorso di guarigione, tenendo presente che anche per le malattie mentali la diagnosi precoce può essere fondamentale.
Gli appuntamenti in vista della Giornata Mondiale della Salute Mentale.
Intanto non mancheranno in tutta Italia nei prossimi giorni eventi organizzati per celebrare il World Mental Health Day ed il tema di quest’anno incentrato proprio sulla salute mentale come diritto universale.
Ben 17 città italiane per l’occasione s’illumineranno di verde, colore associato alla salute mentale. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Fondazione Progetto Itaca ETS e ha trovato piena accoglienza da Nord a Sud.
A Milano invece sono in programma per tutto il mese ben 150 eventi tra convegni, dibattiti e proiezioni cinematografiche con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sul tema.
Il 10 ottobre saranno anche tanti gli Open Day attivi, grazie alla Fondazione Onda ETS che anche quest’anno incentiva gli ospedali con il Bollino Rosa ad organizzare visite psichiatriche e a distribuire materiale informativo in tema di salute mentale. Per conoscere strutture e servizi attivi su questo fronte rimandiamo al sito: https://iniziative.bollinirosa.it/ricerca/index/w30.
Chiudiamo questo nostro excursus sulla salute mentale maschile con una riflessione di Sigmund Freud. Tra i più grandi conoscitori della mente umana, lo psicanalista asseriva che non è tanto facile suonare lo strumento della mente; noi, però, aggiungiamo che vale sempre la pena provarci!
