Giornata del Made in Italy: Ok alla Legge Caselli a difesa della filiera agroalimentare da 707 miliardi.

Perché il Made in Italy agroalimentare resta un bene da difendere, non solo con il palato, ma con la consapevolezza che dietro un prodotto di qualità...
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La Giornata del Made in Italy del 2026 ha segnato anche il passaggio decisivo per la Legge Caselli sui reati agroalimentari, convertita in legge con il via libera della Camera.

Il provvedimento punta a tutelare la filiera agroalimentare italiana, che oggi vale complessivamente 707 miliardi di euro, comprendendo agricoltura, industria alimentare, distribuzione e ristorazione.

Secondo i dati del THEA Club e dell’Annuario Crea, settore agroalimentare italiano è cresciuto del 34% dal 2015, impiegando oltre 5,8 milioni di lavoratori e rappresentando uno dei pilastri strutturali dell’economia nazionale. Per MondoUomo.it, questo significa che il cibo italiano non è solo “gusto” e identità culturale, ma un vero e proprio motore industriale, con un peso pari a circa un sesto del PIL complessivo.

Che cos’è la Legge Caselli?

La Legge Caselli, così chiamata in onore del magistrato Gian Carlo Caselli, nasce da una lunga battaglia di Coldiretti e dell’Osservatorio Agromafie, che già dal 2015 ha lavorato per aggiornare il quadro normativo sui reati alimentari. Oggi il testo introduce nel codice penale un intero capitolo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare, con nuove ipotesi di reato, maggiori pene e l’uso dell’aggravante della presenza di organizzazioni criminali.

L’obiettivo è chiaro: passare da semplici sanzioni amministrative a strumenti di contrasto penale veri e propri, in grado di bloccare frodi, agropirateria e operazioni organizzate che minano la fiducia sui prodotti Dop e Igp.

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Contro frodi ed agropirateria

Il nuovo quadro normativo colpisce in modo mirato le frodi nella filiera alimentare, con particolare attenzione alle denominazioni d’origine Dop e Igp, che da sole rappresentano circa 21 miliardi di euro di valore aggiunto. L’aggravante di presenza di organizzazioni criminali rende più pesante il peso penale per chi organizza frodi reiterate, come il cambio di origine, l’uso di materie prime adulterate o la contraffazione di marchi DOP.

Per un lettore maschile attento al mondo del lavoro, questa legge significa difendere il lavoro di migliaia di produttori, allevatori, enologi e piccoli artigiani che quotidianamente garantiscono tracciabilità, qualità e sicurezza alimentare.

Il peso delle agromafie: 25,2 miliardi di crimine

Secondo il Rapporto Coldiretti–Eurispes–Osservatorio Agromafie, il volume d’affari generato dai crimini agroalimentari in Italia ha raggiunto 25,2 miliardi di euro, praticamente raddoppiato nell’ultimo decennio. Si tratta di frodi che vanno dall’olive spacciate per extra vergine, ai vini “fantasma”, fino ai prodotti trasformati all’ultimo passaggio per essere presentati come “Made in Italy” pur nati interamente all’estero.

Questo dato spiega perché il governo ha scelto proprio la Giornata del Made in Italy per apporre la firma definitiva alla Legge Caselli: il sistema normativo doveva finalmente rispondere al livello di rischio e di danno economico generato da queste pratiche illegali.

Rigidi controlli su etichetta e origine

Un altro fronte della legge riguarda l’etichettatura e l’indicazione d’origine: la normativa rafforza le sanzioni amministrative per chi viola le regole su origine, elenco ingredienti, uso improprio delle denominazioni e Italian sounding. L’obiettivo è bloccare quei prodotti stranieri che, con una sola “fine lavorazione” in Italia, vengono spacciati per Made in Italy grazie alle falle nel codice doganale europeo.

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Per un uomo che sceglie cosa mettere in tavola in casa o in convivialità con amici e colleghi, la nuova legge significa più trasparenzameno inganni e la possibilità di puntare su marchi seri, spesso con etichette “obbligate” sull’origine delle materie prime, sul tipo di lavorazione e sul percorso produttivo dal campo alla bottiglia o al piatto.

Il ruolo del Ministro Lollobrigida e della Coldiretti

Coldiretti ringrazia il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida per aver “portato a compimento” un provvedimento atteso da dieci anni, che nasce proprio dalle proposte della cosiddetta Legge Caselli, promossa da Coldiretti e dalla Fondazione Osservatorio Agromafie. Lollobrigida ha ribadito la linea della “tolleranza zero” verso frodi e agromafie, posizionando la tutela del cibo italiano come elemento centrale della strategia nazionale di sovranità alimentare.

Per MondoUomo.it, la scelta è chiara: il Made in Italy agroalimentare resta un bene da difendere, non solo con il palato, ma con la consapevolezza che dietro un prodotto di qualità ci sono lavoro, territorio, tradizione e oggi una legge più forte che lo protegge.


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