Cos’è il Registro Speciale dei Marchi Storici?
Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, gestito dal Ministero per gli Affari economici e il Made in Italy (ex Mise), è lo strumento ufficiale che riconosce e valorizza i marchi italiani con almeno 50 anni di vita e un’impronta decisamente “nazionale”. Una volta iscritti, questi marchi possono fregiarsi del logo “Marchio Storico di Interesse Nazionale”, che funziona come un marchio di qualità e continuità nel tempo.
1000 marchi, 363mila addetti
Il Registro ha appena raggiunto la quota dei 1.000 marchi storici iscritti, corrispondenti a 780 imprese che generano un fatturato complessivo di 93,6 miliardi di euro e danno lavoro a 363.201 addetti. Si tratta di un ecosistema industriale strutturale, che non è solo un archivio di brand “vecchi”, ma un sistema produttivo vivo, tecnologico e competitivo.
Dove colloca il Made in Italy questo patrimonio?
Il report “L’Italia dei 1.000 Marchi Storici di Interesse Nazionale” sottolinea come il sistema sia concentrato soprattutto nel manifatturiero, con l’88% delle imprese che opera in settori industriali. Agroalimentare e meccanica emergono come pilastri del Made in Italy, mentre le filiere “4A” – Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo – da sole assorbono 76,1 miliardi di euro, pari all’81,3% del fatturato complessivo dei marchi storici.
Lombardia, capitale del marchio storico
Geograficamente, la Lombardia è il motore del sistema: ospita il 28,3% dei marchi storici nazionali e genera quasi la metà del fatturato complessivo, pari al 49,1% del totale. Questo significa che migliaia di stabilimenti, piccole aziende artigiane e grandi colossi italiani convivono in un unico ecosistema regionale, alimentando filiere di export, ricerca e design che guardano il mondo.
Il valore strategico del marchio storico
Il rapporto evidenzia che l’80% delle imprese ritiene il marchio storico “un valore strategico elevatissimo”, da utilizzare in modo strutturato nella comunicazione, nei cataloghi e nelle politiche commerciali. Per un lettore di MondoUomo.it, questo si traduce in un segnale chiaro: scegliere un prodotto con marchio storico non è solo un atto di gusto, ma un investimento in storia, affidabilità e continuità aziendale.
Il ruolo del Ministero e del Fondo Salvaguardia Imprese
Nel giorno della Giornata del Made in Italy 2026, il Ministro Adolfo Urso ha celebrato “il lavoro di generazioni di imprenditori che hanno contribuito a costruire l’identità economica e manifatturiera del nostro Paese”. Contestualmente il Governo sta rafforzando il Fondo Salvaguardia Imprese, con strumenti dedicati alle aziende marchio storico, per sostenere digitalizzazione, transizione ecologica ed espansione sui mercati esteri.
Perché conta per l’uomo d’oggi?
Per un uomo che guarda al made‑in‑Italy con occhi non solo nostalgici, ma manageriali e geopolitici, il traguardo dei 1000 marchi storici è un indicatore di resilienza industriale. È un sistema dove il “brand” non è solo immagine, ma capitale immateriale, fidelizzazione del cliente e motore di crescita che può continuare ad attrarre talenti, investimenti e fiducia globale.



