A teatro con Le donne di Malamore. Intensa interpretazione di Lucrezia Lante della Rovere.

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Le donne di Malamore-Lucrezia Lante della Rovere-credits LF

Una ispirata Lucrezia Lante della Rovere ha portato in scena Le donne di Malamore, per la regia di Francesco Zecca, dal testo di “Malamore”, il libro della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio.

Ricordiamo la carriera di Concita De Gregorio, iniziata in Toscana, lavorando per diverse testate locali e poi proseguita per otto anni nella redazione de Il Tirreno. Nel 1998 passò a La Repubblica per le rubriche di cronaca e di politica interna. Dal 2008 al 2011 fu nominata direttrice de l’Unità. Successivamente tornò a La Repubblica. Nel 2013 esordì in televisione, prima su Rai3 poi su La7. Ha collaborato anche a docufilm e in radio. Scrittrice e personaggio da sempre in prima linea per raccontare le donne e la loro forza.

Forza che sembra indispensabile oggi come ieri. Infatti, sono già un centinaio le donne vittime di violenza nel 2024 solo in Italia: è una delle grandi emergenze sociali del nostro paese e non solo. Ascoltiamo e leggiamo nella cronaca sempre più spesso di donne maltrattate, storie di violenza e di abusi. Cosa si può fare per fermare quello che è un preoccupante segnale di degenerazione della vita nelle nostre città. E purtroppo si tratta di un fenomeno che si verifica più spesso nella vita domestica che non in strada.

Le donne di Malamore-Lucrezia Lante della Rovere-credits LF

Un malanno di stagione ha reso Lucrezia ancora più comunicativa e bella. Siamo a Pistoia, in Toscana, dove il Comune ha scelto questo straordinario pezzo di teatro da inserire negli eventi per celebrare il 25 novembre che è la Giornata Internazionale della lotta contro la violenza sulle donne. E qui una platea matura e attenta l’ha applaudita a scena aperta.

Lucrezia Lante della Rovere per chi ancora non la conoscesse è figlia del duca Alessandro Lante della Rovere e della stilista e scrittrice Marina Ripa di Meana.  Ha iniziato a lavorare come modella quando aveva solo 15 anni d’età e ha sfilato a Milano con l’agenzia di moda The Fashion Model Management. Successivamente ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della recitazione. Ha debuttato sul grande schermo con il film di Mario Monicelli, Speriamo che sia femmina (1986). Poi ha ottenuto moltissimi ruoli diversi, intraprendendo una brillante carriera anche in teatro.

Negli ultimi anni la troviamo così in tournée, con questo spettacolo, “Le donne di Malamore”, dove racconta il mondo delle donne e la loro confidenza e resistenza al dolore. Parla attraverso il racconto diretto delle protagoniste la condizione della donna al presente, ancora così lontana dall’uomo. Uguali ma diversi, infatti, si recita sul palcoscenico. Lo spettacolo è dedicato a tutte le donne e alle loro reazioni, a chi soccombe, a chi reagisce, a chi fa della tragedia la propria forza.

Ho parlato di una platea matura, attenta, partecipe ed emozionata. Purtroppo, non ho notato nessun ragazzo o ragazza o giovane. Una importante considerazione su cui vale la pena soffermarsi a riflettere.

Le donne di Malamore-Lucrezia Lante della Rovere-credits LF

Certo è vero che il messaggio può arrivare ai giovani anche attraverso altri canali, a loro più congeniali, come attraverso la scuola, i libri, oppure attraverso i social, ma il teatro è un mezzo di comunicazione e di arte così bello e potente che mi è dispiaciuto non vedere seduto sulle poltroncine nessun under 30.

Lo spettacolo è particolarmente evocativo: tre leggii e uno sfondo di velluto che si colora di viola, blu, rosso. Una musica accompagna i passaggi, ora allegra, poi romantica, e volte triste e malinconica. Fogli che leggeri cadono dalle mani dell’attrice e dal leggio come farfalle bianche. E a riempire il palco lei, Lucrezia Lante della Rovere, in abito nero, voce e cuore per il suo pubblico.

Il testo di Concita De Gregorio è molto impegnativo. La giornalista torna a indagare le ombre dei sentimenti. Ma non si parla dell’amore tra madri e figli, ma di quello tra uomini e donne. Indaga le ragioni e le varie facce di un amore che diventa violenza e a cui non ci si riesce a sfuggire. Lo fa molto bene attraverso le storie appassionanti di donne, famose e non, che nell’illusione di cambiare una storia sbagliata hanno per anni continuato a farsi del male.

Sono donne vittime di violenza di padri, di mariti e compagni, di estranei. Donne che vanno incontro alla vita e al loro destino con una grande capacità di sopportazione, ma anche con grande determinazione.

Pistoia-Le donne di Malamore-Lucrezia Lante della Rovere-credits LF

Tra le donne protagoniste del racconto di Concita interpretato da Lucrezia ci sono diverse personalità, fra cui Dora Maar, la compagna di Picasso. Ma anche una prostituta bambina, venduta dalla nonna a soli 12 anni. E la prima moglie di Barbablù che sopravvive perché riesce a vedere l’orrore e così riesce ad attraversarlo. Poi Louise Bourgeois, scultrice, artista francese naturalizzata americana. Tante storie e vite che scuotono, commuovono, divertono e fanno pensare.

Portiamo lo spettacolo nel cuore augurandoci che il messaggio potente arrivi in ogni angolo del mondo e che possa promuovere una riflessione sul tema ogni giorno della nostra vita e non solo il 25 novembre di ogni anno.

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