Nel ribaltone giudiziario sul delitto di Garlasco, la Procura di Pavia ed i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano hanno delineato il presunto movente che avrebbe spinto Andrea Sempio ad uccidere Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007.
Per l’accusa, dietro il delitto ci sarebbe un approccio sessuale rifiutato dalla vittima, dalla quale Sempio sarebbe stato respinto, con un’aggressione che sfocia poi in un omicidio “per motivi abietti”.
Il ruolo di Andrea Sempio
Sempio, 37enne amico del fratello di Chiara, è oggi l’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto, dopo che la condanna di Alberto Stasi è stata travolta da dubbi e nuove indagini giudiziarie. La Procura di Pavia lo ha convocato per un nuovo interrogatorio fissato per il 6 maggio, nella fase dirimente che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Il movente contestato dall’accusa
Secondo la ricostruzione adottata dai magistrati, la vittima sarebbe stata colpita almeno dodici volte alla testa, in più fasi, con i colpi letali sferrati lungo le scale che portano alla cantina della villetta di Garlasco. L’aggravante dei “motivi abietti” è ricondotta, in questa versione dell’omicidio, all’odio per la vittima scaturito dal rifiuto da parte di Chiara nei confronti di Sempio, che avrebbe trasformato un tentativo di approccio sessuale in un’aggressione feroce.
La notizia è stata diffusa in esclusiva dal quotidiano La Repubblica nell’edizione di Milano, che ricostruisce il passaggio epocale da una vicenda già giudiziariamente conclusa ad un nuovo quadro accusatorio focalizzato sul ruolo di Sempio e sul suo presunto movente.
Fonte: La Repubblica – Milano, articolo “Andrea Sempio, Chiara Poggi, Garlasco: il movente” del 30 aprile 2026. https://milano.repubblica.it/cronaca/2026/04/30/news/andrea_sempio_chiara_poggi_garlasco_movente-425315179/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-s3927
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